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A La Morra la mostra Espressioni duali di Ivana Allasia e Giorgio Gallo

LA MORRA Sarà inaugurata sabato 9 novembre nella cantina comunale di La Morra in via Carlo Alberto 2  la seconda edizione della mostra collettiva di Giorgio Gallo e Ivana Allasia dal titolo Espressioni duali, tratti e immagini. La mostra, a ingresso libero, resterà aperta fino al 22 novembre con orario continuato dalle  10 alle  18.30.

Giorgio Gallo, amante della natura e della fotografia, vuole rappresentare ciò che ci circonda con una visione particolare, quasi intima, attraverso scatti colti ma anche cercati, scatti semplici che non celano verità irraggiungibili e ci ricordano che le cose, le persone, i sogni esistono solo attraverso la nostra capacità di far volare lo sguardo e il cuore nella giusta direzione. Sempre alla ricerca di nuove espressioni, prosegue la sua opera cogliendo con tecniche fotografiche diverse, per trasformare i suoi lavori in nuovi spazi di colori, sensazioni, visioni, agendo sulla miscelazione cromatica, sul movimento, sulla elaborazione pittorica delle opere.

Ivana Allasia, appassionata di fotografica, tramandata da generazioni, è sempre alla ricerca di nuove sensazioni da interpretare. Da qui il desiderio di cercare e trovare tecniche nuove per esprimere l’attimo in cui la sensazione si trasforma in atto pittorico determinato dall’ispirazione del momento. Volgendo lo sguardo intorno si colgono luci, colori, forme e varie manifestazioni della natura e non solo. Fotografia, pittura, trasformazione, questo è quanto emerge dalle sue immagini: un cambiamento di arti diverse che si intersecano per suscitare interesse ed emozioni.

«Secondo una recente ricerca, che ha preso come esempio la Tate gallery di Londra – spiega  Francesco Bennardo, docente e curatore – i visitatori di un museo osserverebbero in media ogni quadro per soli otto secondi; un lasso di tempo troppo breve per ammirare un’opera e immedesimarsi in essa, che diventa ancor più esiguo se le opere in questione non intendono soltanto mostrare l’immediatezza del mondo sensibile ma anche indurre lo spettatore a una riflessione introspettiva. È questo il caso dei lavori di Giorgio Gallo e Ivana Allasia, protagonisti della mostra Espressioni duali.  Di estremo interesse sono le tecniche utilizzate dai due artisti, un sapiente mix di classicità e modernità. Gallo utilizza il “pittorialismo fotografico”: realizza cioè diversi scatti con vari stili e li elabora digitalmente tramite l’ausilio del “pennello virtuale”. Le immagini di Gallo sono adamantine, sembrano rappresentare un mondo in cui i nessi spazio-temporali si affievoliscono fin quasi a sciogliersi vicendevolmente. Lontano dalla tradizionale “messa a fuoco” fotografica, egli sembra voler esprimere, attraverso immagini offuscate ed insolite distorsioni, l’inafferrabilità della vita, effimera, impalpabile, a tratti incomprensibile, ma sempre colma di sfaccettature e colori. Le sue opere hanno un’impronta impressionista, le rapide pennellate, i piccoli tocchi di luce,  che poi passa all’arte astratta più spinta, il loro titolo assurge a subitanea chiave di lettura che consente allo spettatore di cominciare l’analisi del soggetto. Allasia invece si serve della fotopittura: ci mostra quindi immagini digitali basate su foto realizzate da lei stessa, di cui ne ha poi dipinto i rilievi con colori acrilici per evidenziare gli aspetti più comunicativi e struggenti. I soggetti, spesso paesaggistico-naturalistici, con una particolare predilezione verso i fiori, rispecchiano il carattere schietto e solare dell’artista; la sua opera è un baluardo in difesa del bello e del fragile, quasi un monito a non disperdere tutto ciò che di positivo ci circonda».

«Come si può facilmente evincere da quanto detto finora, – conclude Bennardio, – tra i due autori ci sono degli aspetti comuni, che costituiranno il trait d’union tra i due artisti all’interno della mostra. Con loro, il mezzo fotografico sperimenta esperienze variegate e si appropria della pittura e dei suoi strumenti per plasmare tele in grado di oltrepassare la semplice trascrizione della realtà così come appare di fronte all’obiettivo».

Bruna Bonino