Morto a 90 anni Guido Scavino, decano dei cuochi albesi

ALBA A inizio novembre è venuto a mancare, all’età di 90 anni, dopo mesi di malattia, il decano dei cuochi albesi, Guido Scavino.

Dopo la guerra, lasciato il paese di Lequio Berria, si trasferì ad Alba per andare a lavorare all´hotel Savona, partendo come lavapiatti e diventando in breve tempo parte della brigata di cucina.

Nel 1955 si trasferisce a Carmagnola con la moglie Giuseppina, per gestire l´albergo-ristorante L´Albero Fiorito. Ritorna nella nostra città nel 1964 per restare al Savona fino alla chiusura  avvenuta a inizio 1976,  diventando il capo chef affiancato da Beppe Mele.

In quegli anni molti cuochi sono passati dalle cucine del Savona, imparando il mestiere con Guido, per poi diventare ristoratori in proprio.

Verso la fine del 1976 Guido apre con la famiglia il proprio ristorante, il San Giorgio, in corso Europa ad Alba.

«La sua era una cucina che non aveva ancora subito gli influssi dei vari Masterchef – ricorda il figlio Paolo – ma era già orientata alla stagionalità e al territorio. Gli albesi si incontravano per passare le domeniche e le feste con le sue crepes, il risotto con funghi, il fritto misto e il budino alla panna fresca; questi erano i suoi cavalli di battaglia. Ceduta l´attività a inizio del 1986, ha continuato a casa a dispensare le sue prelibatezze, e qualche ricetta, a parenti e amici, che lo ricorderanno con la messa di trigesima sabato 30 novembre alle 18 nella chiesa di Cristo Re».

Bruna Bonino