Intervista con Loredana Defilippi, nuova presidente del Consorzio socio-assistenziale: «Possiamo camminare insieme»

ALBA Designata dall’Amministrazione albese ed eletta dal rinnovato consiglio di amministrazione, Loredana Defilippi è da meno di un mese la presidente del consorzio socioassistenziale Alba, Langhe e Roero, l’ente a cui i 64 Comuni del comprensorio delegano la gestione delle funzioni assistenziali, dal settore dei minori alla disabilità, passando per gli anziani e le persone che vivono in condizioni di povertà e disagio. Nata ad Alba, dove vive da sempre, Defilippi è un medico chirurgo con specializzazione in senologia. Lavora dal 1989 all’ospedale San Lazzaro, dove dal 2018 è responsabile unica del settore di senologia chirurgica. Ecco la nostra intervista con la nuova presidente.

Defilippi, come è arrivata all’importante ruolo di presidente del consorzio socioassistenziale?

«Prima di tutto, tengo a precisare che sono un’albese Doc, dal momento che sono nata e cresciuta ad Alba. Sono molto legata al nostro territorio e per questo ho deciso di attivarmi in un settore fondamentale come quello sociale. Durante gli ultimi cinque anni, ho fatto parte della Consulta per le pari opportunità del Comune. E, in occasione delle elezioni dello scorso maggio, sono stata candidata all’interno della lista Fratelli d’Italia, con capolista l’attuale vicesindaco Emanuele Bolla, affiancato da Sebastiano Cavalli. Tenevo molto a entrare a far parte della squadra del consorzio perché, per via della mia esperienza professionale in ospedale, sono spesso entrata in contatto con persone in grande difficoltà: durante i turni in pronto soccorso, ho visto da vicino il dramma delle donne maltrattate oppure dei disabili gravi o degli anziani soli, a cui deve essere rivolta la nostra massima attenzione».

Intervista con Loredana Defilippi, nuova presidente del Consorzio socio-assistenziale: «Possiamo camminare insieme»

Quali sono le sue impressioni sul consorzio albese?

«In queste prime settimane di insediamento, mi sono trovata davanti a un ente che svolge ogni giorno un’attività preziosa per i 64 Comuni del territorio, con personale qualificato e propositivo. Ho avuto modo di visionare i bilanci e di rendermi conto dell’ottimo stato di salute del consorzio, che dal punto di vista economico ha il grande vantaggio di pesare in misura minima sulle Amministrazioni comunali. Ho iniziato ad avvicinarmi alle diverse aree tematiche, rendendomi conto dei progetti innovativi portati avanti in questi anni. Il merito va all’eccellente lavoro del direttore Marco Bertoluzzo, insieme all’ex presidente Pier Giuseppe Cencio: mi auguro di poter proseguire su questa linea e, se possibile, di ottenere risultati ancora migliori».

Riguardo alle diverse categorie di persone seguite, quali sono le sue priorità?

«Per quanto riguarda la violenza di genere, bisogna sempre tenere alta l’attenzione, soprattutto sul fronte di quella psicologica, i cui effetti non sono forse evidenti come nel caso di quella fisica, ma le cui conseguenze sono devastanti. Vorrei coinvolgere i sindaci in un’azione di monitoraggio dei contesti familiari a rischio, così da intervenire in modo efficace. Credo sia importante far capire alle vittime che anche sul territorio albese possono trovare personale qualificato a cui rivolgersi e per questo bisogna continuare a puntare sulla formazione degli operatori. Sul fronte della disabilità, oggi si parla molto del “dopo di noi”, ma penso sia importante anticipare ancora di più la questione, con politiche incentrate sul “con noi”. Mi riferisco a progetti che coinvolgano disabili e famiglie nella quotidianità, così da accompagnarli sempre di più verso l’autonomia».

In una società che invecchia come pensa di guardare alla terza età?

Certamente un altro tema fondamentale è quello degli anziani, per i quali è importante puntare sempre di più sul concetto di domiciliarità: in questo e in altri settori, l’obiettivo è favorire l’integrazione con l’ambito sanitario, muovendoci di pari passo. Ma ho ben presente anche il discorso dei minori e delle persone in condizioni di povertà, che hanno bisogno di progetti specifici: fin da subito, garantisco il mio impegno come presidente, sapendo di poter contare su un’ottima squadra».

Francesca Pinaffo

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