Supermercati Dimar, schermi per le casse e procedure per contenere il contagio

Con Porta la sporta 65 quintali di solidarietà

In merito all’articolo qui sotto l’azienda precisa quanto segue:

  • La Dimar Spa, ad ora, non ha ricevuto alcuna comunicazione dal sindacato citato.
  • Apprendiamo anche con grandissimo stupore che le nostre buone prassi aziendali, frutto del lavoro congiunto del nostro Comitato tecnico di allineamento emergenza coronavirus (Ctaec), composto da alte professionalità e specifiche competenze per gestire le criticità in corso, siano state divulgate e fatte proprie da una sigla sindacale con cui non abbiamo avuto modo di interloquire da tempo.
  • A oggi abbiamo fatto produrre 800 schermi in plexiglass (l’intero fabbisogno delle casse) di cui più di 400 già installati; i restanti lo saranno entro la mattinata del 14 marzo. Tali prototipi sono stati programmati ben prima che l’articolo venisse scritto, pertanto ci sembra incredibile che qualcuno voglia prendersi immeritati meriti e trarne vantaggi mediatici in un momento di così grave emergenza per il nostro Paese.

Un comportamento davvero inopportuno.

Nel pieno rispetto dei vari decreti che si sono man mano succeduti, sino all’ultimo decreto del presidente del consiglio dei ministri (Dcpm) dell’11 marzo 2020, entrato in vigore il 12 marzo 2020, Dimar ha messo (e sta mettendo) in campo tutte le misure possibili atte a garantire il rispetto e la tutela della salute di lavoratori e clienti.

In particolare, oltre a quanto già detto in precedenza:

1) È attivo un servizio costante di contingentamento dei flussi, con personale specializzato, all’ingresso dei propri supermercati per garantire il rispetto delle distanze previste dal Dpcm all’interno della propria superficie di vendita.

2) Ogni 15 minuti un messaggio audio invita al rispetto delle distanze di sicurezza fra i frequentatori del punto vendita.

3) La cartellonistica invita a non sostare in corrispondenza delle cassiere e a optare per pagamenti elettronici a fine di ridurre la possibilità di contatto tra lavoratore e cliente.

4) Stiamo cercando di distribuire mascherine e guanti per i lavoratori a contatto con la clientela e con i prodotti alimentari sfusi. Stiamo tuttavia riscontrando grandi difficoltà nel reperire questo dispositivo di protezione individuale (Dpi) in quanto lo Stato lo ha sequestrato per il circuito medico; l’Azienda ha comunque messo a disposizione risorse economiche illimitate per poterne garantire la quantità necessaria.

5) Il sistema di aerazione interno è stato impostato per garantire il ricambio costante dell’aria senza alcun ricircolo, immettendo aria fresca dall’esterno.

6) Viene effettuata una sanificazione straordinaria di tutti i filtri presenti nei canali di aerazione.

7) In materia di welfare stiamo valutando formule di riconoscimento straordinario verso i nostri collaboratori.

Come si evince dal decreto Dcpm dell’11/03/2020, la Dimar e tutta la Gdo, sono fortemente invitate a mantenere alti livelli di servizio per garantire i bisogni alimentari della Nazione; vi invitiamo a tenerne conto, per fornire la corretta informazione ai vostri lettori.

Dimar Spa


ALBA «Dopo medici e infermieri i lavoratori in ambito commerciale sono i più esposti ai rischi di contagio: per questa ragione gli affiliati di Uil Tucs del Mercatò Big albese hanno firmato una lettera inviata all’azienda Dimar perché siano intensificate le misure di sicurezza e prevenzione».

Fabio Bove, responsabile d’area della Uil divisione commercio e servizi spiega il senso della lettera, inviata nella sera di giovedì 12 marzo ai vertici dell’azienda proprietaria del punto vendita cittadino.

«Chiediamo che Dimar provveda al più presto a collocare, in corrispondenza delle casse, dei vetri in plexiglass per separare gli addetti dai clienti e proteggere il viso dei lavoratori. Le casse sono il punto critico: qui sono maggiori le possibilità di contatti e più difficile è mantenere la distanza di un metro. I lavoratori con la diffusione del contagio temono conseguenze non solo per se ma anche per i propri famigliari» prosegue il dirigenti Uil.

L’innalzamento della pensilina delle casse non è l’unico punto dell’appello: si richiedono anche mascherine e dispenser a disposizione degli acquirenti per la sanificazione delle mani.

«La lettera è stata inviata alla Dimar ma deve essere considerata come un appello valido per tutte le aziende attive nel settore» conclude invitando a rafforzare la vigilanza in materia di osservazione delle disposizioni di sicurezza in materia di affollamento di locali.

Davide Gallesio

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