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Le quattrocento canne dell’organo attendono il restauro

Le quattrocento canne dell'organo attendono il restauro

BATTUTI BIANCHI L’organo ha oltre 400 canne, che da tempo non emettono più alcun suono. Realizzato dall’antica bottega artigiana Vegezzi-Bossi di Centallo, nel 1885, e collocato nella parte sinistra della chiesa della Santissima Trinità (sede della confraternita dei Battuti bianchi), adesso è in attesa di un profondo restauro. Il cui costo complessivo si aggira intorno ai 50mila euro.

La Cei (Conferenza episcopale italiana), che gestisce i fondi del 5 x 1000 alla Chiesa cattolica, ha recentemente destinato un contributo, pari a metà della somma preventivata per il restauro di questo strumento. Commentano i confratelli del sodalizio che si occupa della manutenzione della chiesa: «Siamo felici che la Cei abbia deliberato questo contributo, che ci permette di avviare i lavori di restauro conservativo, affidati ai tecnici della Vegezzi-Bossi».

I tecnici dell’azienda spiegano: «L’intervento consiste nello smontaggio dei vari elementi costitutivi – materiale fonico, somieri, trasmissioni, manticeria e comandi consolle. Le parti smontate sono generalmente contrassegnate e catalogate in apposite schede di identificazione e tracciabilità; il materiale viene trasportato in laboratorio e viene quindi smistato nei vari settori ove avverrà la lavorazione».

Finito l’intervento, viene redatto un documento in cui tutti gli aspetti del restauro sono riportati con dettagli fotografici correlati e vengono trasmessi agli organismi di tutela della diocesi e della Soprintendenza.

Intanto il direttivo della confraternita si è ritrovato per recepire i criteri di riapertura della chiesa ed effettuare il riavvio delle celebrazioni in sicurezza, così come avvenuto domenica scorsa, festa della Trinità.

v.m.

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