Pallavolo: per la Montatese arriva la promozione in Serie D

PALLAVOLO L’Adisport volley Montà, prima squadra del settore volley della Polisportiva Montatese, è stata ufficialmente promossa al campionato femminile di Serie D, traguardo mai raggiunto nella storia societaria.

La decisione del Consiglio federale di promuovere la compagine è arrivata a fine maggio, a campionati ormai chiusi da mesi a causa dell’emergenza Covid-19, ed è una conseguenza della riorganizzazione messa in atto per gestire le competizioni a partire dalla prossima stagione. Infatti, a esclusione della Serie A, i tornei pallavolistici saranno rivisti e studiati con più gironi composti da un minor numero di squadre. Questo ha portato a un riassestamento dei numeri delle squadre iscritte a ogni categoria.

«In sostanza, a partire dalla B, si sono creati dei “buchi” da riempire con squadre provenienti dalle categorie inferiori. Di questo effetto a cascata ha beneficiato anche la nostra compagine che, fino allo stop forzato, aveva vinto tutte le partite disputate in Prima divisione ed è quindi stata premiata col passaggio di categoria», affermano i dirigenti montatesi.

Ricevuta la bella notizia, le ragazze dell’Adisport non hanno tardato a festeggiare insieme all’allenatore Cesare Benvenuti, alla vice Adriana Sorrentino e a tutto il direttivo. Conclude il presidente della Polisportiva Gianluca Costa: «Abbiamo raggiunto un obiettivo importante, prefissato cinque anni fa e perseguito lavorando sulle giovani leve – che adesso segue Simona Garavello – e fortemente voluto da tutto il settore volley, a partire dalla dirigente Marta Soria e dal responsabile Valerio Gianolio».

Conclude Costa: «Gli allenatori verranno riconfermati per la stagione 2020-2021. Anche grazie agli sponsor e al Comune che ci sostengono sempre, questo è un traguardo storico. Siamo orgogliosi di quanto abbiamo fatto in questi anni: pur essendo una piccola realtà, abbiamo raggiunto la Serie D con la pallavolo e la Promozione con il calcio. Adesso si torna al lavoro per crescere ancora».

Andrea Audisio