Per la patata della Valle Belbo la crisi non si è fatta sentire

Per la patata della Valle Belbo la crisi non si è fatta sentire 1

MOMBARCARO Visto l’annullamento della sagra della patata, che si teneva a fine luglio, abbiamo contattato il presidente del consorzio della patata dell’alta Valle Belbo, Cinzia Barbiero (società Barbiero Silvio Celeste), per fare il punto della situazione. «Dispiace che questo appuntamento dell’estate mombarcarese sia saltato, ma con la Pro loco e il Comune abbiamo preferito non rischiare: le attuali norme sono restrittive e non avrebbero permesso lo svolgimento della manifestazione in sicurezza. Siamo comunque ottimisti, perché in autunno vorremmo organizzare una fiera in modalità ridotta. Siccome il raccolto inizia alla fine di agosto, in questa data i produttori potrebbero già vendere le patate della presente annata», spiega Barbiero.

I produttori del consorzio hanno subito gli effetti della crisi economica legata al coronavirus?
«Fortunatamente, non abbiamo avuto problemi. Avevamo già venduto quasi tutte le scorte e, per quel che riguarda i lavori, le patate da semina erano state ordinate in tempo».

Da quante aziende è composto il consorzio?
«Siamo otto soci, otto aziende agricole del territorio, mentre altre due hanno recentemente espresso la volontà di aderire».

Com’è organizzata la vostra rete di vendita?
«Ci appoggiamo agli esercizi commerciali della zona, come bar, ristoranti e botteghe alimentari, attraverso l’ausilio della cooperativa La patata delle 7 vie del Belbo. A oggi non abbiamo ancora la possibilità di aprire un punto vendita all’interno del capannone del consorzio. Voglio comunque lanciare un appello ai consumatori: anche senza la festa, venite a Mombarcaro e in Valle Belbo a comprare le nostre patate».

Davide Barile

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