Indice Rt in calo. Cirio vede la zona arancione ma respinge la riapertura delle scuole il 9 dicembre

TORINO Gli indici Rt del Piemonte sono sotto quota 1. «Oggi l’indice puntuale è 0,84 e quello medio a 0,9.  Quando è iniziata la zona rossa eravamo a un Rt di 2,16, questo vuol dire che i sacrifici dei piemontesi sono serviti». A dirlo, ai microfoni di Sky, il presidente della Regione Alberto Cirio. «Mi aspetto che venga attuato quello che è previsto dal decreto del presidente del Consiglio», ossia l’uscita dalla zona rossa. Un «risultato importante – spiega Cirio – ma che dobbiamo vivere non come la fine ma come un passo della battaglia, del percorso che dobbiamo continuare ad affrontare con prudenza, rigore e responsabilità perché questi dati li vogliamo stabilizzare».

Parlando a Sky Tg 24 Cirio ha aggiunto: «Vediamo la zona arancione come un passo che ripaga gli sforzi fatti, ma proprio perché non vengano vanificati abbiamo previsto delle misure regionali, che adotterò con una ordinanza, per esempio sui centri commerciali, dove prevediamo misure molto rigorose per evitare assembramenti, così come per le altre attività che è giusto che riaprano ma sempre in regime di sicurezza».

Cirio commenta anche l’ipotesi di riaprire le scuole il 9 dicembre: «Mandare le superiori in classe per far fare una settimana e poi mandarle di nuovo a casa per le vacanze natalizie la trovo una scelta assolutamente improvvida e assurda, e così nella Conferenza delle Regioni si sono espressi pressoché tutti i presidenti di Regione. Credo sia un puntiglio che non aiuta nessuno».

Ai microfoni del telegiornale di Sky il presidente del Piemonte ha detto che «il Governo ha deciso che il trasporto pubblico locale  lo dobbiamo riempire al 50% e io lunedì presenterò all’Ufficio scolastico regionale un piano per cui garantiamo di portare tutti i bambini e i ragazzi a scuola nel rispetto di questo parametro all’interno di mezzi sicuri. Ma lo possiamo fare dal 10 gennaio, dopo le vacanze natalizie».

Sulla necessità che la questione trasporti andasse risolta prima Cirio concorda «ma io non faccio il ministro dei trasporti, faccio il governatore della Regione Piemonte» puntualizza citando poi il presidente dell’Emilia Stefano Bonacini «che da giugno, in Conferenza delle Regioni, segnala che o il problema veniva affrontato a livello nazionale garantendo lo stanziamento di risorse importanti o non si sarebbe risolto. Ahimè – prosegue Cirio – questo tema non è stato affrontato per tempo. Oggi con le nuove disposizioni dell’occupazione al 50% come Regioni abbiamo il dovere di fare i salti mortali per trovare una soluzione». Per Cirio però anche la scuola «deve fare la sua parte. Noi diciamo in Piemonte siamo in grado di portare tutti a patto che vengano rispettati gli orari. Se la scuola supera i suoi legittimi problemi interni, riusciremo a portare tutti a scuola al 50% di occupazione dei mezzi pubblici».

Tra le ipotesi per far convivere trasporto pubblico e scuola c’è quella di programmare lezioni anche nel fine settimana. «È una proposta che non mi vede assolutamente contrario, non sono contrari i ragazzi né le famiglie ma la scuola deve essere in grado di organizzarsi» spiega Cirio. «Non è un problema degli studenti e neanche delle famiglie, ma di personale. Le scuole aperte il sabato e domenica o con un orario più lungo devono garantire che ci siano insegnanti e personale Ata in grado di assicurare il presidio e il funzionamento».

Ansa