La pace nasce quando si ha cura delle persone

PENSIERO PER DOMENICA – MARIA MADRE DI DIO – 1° GENNAIO

Negli anni scorsi c’era uno stridente contrasto tra la ricchezza di temi proposti dalla giornata del 1° gennaio e la poca disponibilità a riflettere dopo i festeggiamenti della notte. Quest’anno forse, a motivo delle restrizioni imposte dal Covid-19, ci sarà un clima un po’ meno fracassone, più favorevole alla concentrazione. Le letture della Messa, brevi ma ricche di contenuti suggeriscono un duplice sguardo; il messaggio di papa Francesco per la Giornata mondiale della pace apre altre prospettive.

Madonna con Bambino, tempera di arte gotica, convento di Roudnice (Praga, Galleria nazionale)

Uno sguardo a Maria. Ci viene suggerito dal Vangelo (Lc 2,16-21). Il 1° gennaio è la sua festa, in cui ricordiamo la sua maternità divina. A Natale, tutta l’attenzione è andata al neonato: succede così anche nelle nostre case quando nasce un bambino. Presto però emerge in primo piano la figura della madre, principale artefice della crescita del bambino. Secondo l’autore del Vangelo, Maria non cerca minimamente di mettersi in mostra, pur avendone tutti i diritti. Fa invece un’altra cosa: «Serbava tutte queste cose, meditandole nel suo cuore». Il messaggio che ci lancia è molto chiaro: i grandi eventi della vita e della storia esigono da noi un supplemento di meditazione.

Uno sguardo al nuovo anno. La prima lettura (Nm 6,22-27) contiene un singolare augurio, forse diverso dagli auguri che nei giorni scorsi ci siamo scambiati in mille modi. L’augurio di Mosè agli Israeliti è adattissimo anche per noi: «Ti benedica il Signore e ti protegga. Il Signore faccia brillare il suo volto su di te e ti sia propizio… e ti conceda pace». Lo scorso anno abbiamo invocato tante volte la benedizione e la protezione del Signore: abbiamo ancora bisogno che lui volga a noi il suo sguardo di amore appassionato e che ci conceda pace. Invocare questa benedizione non è esprimere dubbi sulla benevolenza di Dio, ma chiedere che ce ne rendiamo conto e che sappiamo accoglierla.

Uno sguardo al mondo. Per lanciarlo, ci facciamo aiutare da papa Francesco, che ha regalato al mondo un messaggio di pace dal titolo significativo: “La cultura della cura come percorso di pace”. Come sempre, il Papa riprende tematiche già affrontate, per poi proporre un ulteriore passo in avanti. Il tema della cura chiama in causa sia l’enciclica Laudato si’, sia interventi in tempo di pandemia. I modelli biblici di cura sono Maria alle prese con il Bambino Gesù e lo stesso Gesù, che, nel corso della sua breve vita pubblica ha mostrato al mondo la sollecitudine di Dio per l’umanità. La Chiesa ha tradotto questo stile di vita nel linguaggio forse un po’ arido della sua dottrina sociale: una dottrina da riscoprire per cambiare rotta e mettere finalmente al centro di tutto la persona. Anche in tempo di pandemia, la persona umana, non l’economia, deve avere il primo posto!

Lidia e Battista Galvagno