Più uomini e mezzi al distaccamento di Alba dei Vigili del fuoco

ALBA Il 2020 si è chiuso con alcune novità sostanziali per l’operatività del presidio urbano dei Vigili del fuoco: un aumento dell’organico sui turni, nuovi automezzi, uno sportello a disposizione della comunità ogni mercoledì e la nomina di un capodistaccamento (Bruno Rocco). Giacomo Marzo è il funzionario che nel presidio di Cuneo è stato designato dal comandante provinciale, Vincenzo Bennardo, a seguire l’attività dei pompieri albesi.

«Da febbraio il numero di uomini per ciascun turno (ognuno della durata di 12 ore, nda) è stato portato da cinque a sette. Due vigili in più che vanno a formare una squadra di supporto assegnata all’utilizzo dei nuovi automezzi inviati ad Alba», spiega Marzo. Si tratta di un’autoscala capace di raggiungere trenta metri di elevazione e di un’autopompa-serbatoio (in gergo tecnico Aps) di riserva; fra qualche settimana entrerà in servizio anche un’autogru. «Le autoscale sono solo due in tutta la provincia: l’altra è a Cuneo; avere una squadra in più vuol dire poterla utilizzare per coprire meglio il territorio e rispondere a chiamate di altri nuclei».

Quello di Alba, oltre a essere un distaccamento ampio che annovera 75 Comuni, è anche il più attivo della Granda per il numero e le tipologie di interventi.

«Il vigile del fuoco che opera qui deve saper fare un po’ di tutto», riprende il funzionario, «abbiamo poli industriali di primaria importanza come la Ferrero, contesti cittadini di rilievo come Alba e Bra, ma anche il Tanaro, gli incidenti agricoli e il soccorso di animali intrappolati nelle rocche di Langhe e Roero. Alba è inoltre uno snodo cruciale per le comunicazioni, un punto di passaggio obbligato». Un ulteriore riconoscimento del suo rilievo è nel progetto pilota, che ha portato all’attivazione di uno sportello per le esigenze della cittadinanza dove «è possibile accedere alle relazioni di fine intervento necessarie per le perizie assicurative, ma anche, per professionisti e cittadini, avere tutte le informazioni che riguardano la sicurezza sul lavoro». L’ufficio è aperto il mercoledì dalle 8.30 alle 12.30 previa prenotazione, «la sperimentazione durerà un anno con possibilità di proroga».

La riorganizzazione interessa anche il versante locali: le pratiche per il trasferimento della caserma dall’attuale sede di corso Coppino all’ex galoppatoio di piazzale Beausoleil sono avviate. «Nelle prossime settimane verrà pubblicato un bando per la progettazione della nuova sede. Il Demanio ha già concesso al Ministero dell’interno il fabbricato». La ricollocazione comporterà un ampliamento dello spazio di casermaggio per gli automezzi: «Alba potrebbe diventare sede della colonna mobile leggera che interviene nel caso di alluvioni, si punta inoltre a portare a tredici uomini il numero di effettivi per ogni turno».

Bruno Rocco è il nuovo responsabile

«Ho preso servizio il 2 aprile del 1990: quando sono entrato nel Corpo per aprire le automobili ed estrarre i feriti, dopo gli incidenti, usavamo ancora il palanchino. Ora è tutto diverso, abbiamo molte più attrezzature ma, come allora, i primi trenta secondi sono decisivi per ogni intervento: in quel lasso di tempo devi capire esattamente cosa fare e come coordinare la squadra». Ragiona ancora da “operativo” Bruno Rocco, leva 1961 originario di Bra: da poche settimane è il nuovo capodistaccamento del presidio di Alba. «Il comandante di Cuneo ha deciso di istituire questa nuova figura di coordinamento: in precedenza la stessa mansione era affidata al caposquadra di turno».

Bruno Rocco ha prestato servizio per 25 anni a Torino e Grugliasco.

Per lui l’incarico è un ritorno alla prima assegnazione, appena terminata la scuola di formazione a Roma: in mezzo 25 anni trascorsi nei distaccamenti di Torino Lingotto e Grugliasco, due dei più coinvolti nelle dinamiche di soccorso del capoluogo. «Qui è più calmo ma cambia completamente il modo di ragionare: in città ti bastano dieci minuti per spostarti da un posto all’altro; nelle Langhe se sbagli strada o vallata non arrivi più. In questo senso è decisivo anche l’apporto dei distaccamenti volontari, spesso sono loro ad arrivare per primi perché più vicini». La sua giurisdizione si estende su un comprensorio vastissimo: dalle porte di Carmagnola, fino a Cortemilia e all’Astigiano per risalire la Valle Bormida verso Gorzegno (oltre c’è il presidio ligure di Cairo Montenotte) e scendere a Dogliani.

«Il distaccamento con il più alto numero di interventi nella Granda: al 30 dicembre, nonostante due lockdown, ne abbiamo contati 1.172, a fronte di una media annua di 1.300», prosegue Rocco. Sono 234 gli incendi spenti dai 40 uomini della caserma di Alba, 137 le persone soccorse e 154 gli interventi per incidenti stradali. Accanto alle 38 fughe di gas documentate troviamo anche 300 aperture di porte, una fenomenologia vasta di interventi, snocciolata dal nuovo capodistaccamento che aggiunge: «Passare a dirigere la caserma è un bel salto per me: prima ero abituato a saltare sul camion al suono degli allarmi, ora devo fare sì che quei mezzi funzionino perfettamente».

Per chi come lui ha percorso tutta la trafila da vigile del fuoco a caposquadra, dopo 20 anni di servizio, fino all’attuale incarico il mestiere non ha segreti: per questo avere due uomini in più per ogni turno è un grande aiuto. «Cambiano completamente il modo di operare: quando hai invece solo la squadra di base devi valutare correttamente la situazione e anche quale automezzo inviare. Se sbagli non riesci a tornare indietro».

Davide Gallesio