Se con noi c’è Gesù, allora possiamo farcela

PENSIERO PER DOMENICA – QUARTA DI QUARESIMA – 14 MARZO

Nella storia del popolo eletto, che rappresenta il paradigma della nostra vita, ci sono dei vortici che portano indietro la storia e rischiano di far “affondare” il popolo stesso. Ogni volta, però, Dio escogita uno stratagemma diverso per tirarci fuori. Le letture di questa quarta domenica di Quaresima lo documentano.

Tre vortici che cambiano la direzione della storia, che rischiano di farci affondare, sono evocati dai testi biblici oggi proposti. Il primo è la perdita della propria identità, il diventare come gli altri popoli, che per l’autore del libro delle Cronache è la causa dell’esilio babilonese (2Cr 36,14-23). Poi c’è il lamentarsi con Dio per le difficoltà del cammino nel deserto, raccontato nell’episodio dell’Esodo, evocato da Gesù. Infine c’è il preferire le tenebre alla luce per nascondere la malvagità delle proprie opere, secondo la diagnosi che Gesù fa nel colloquio con il dottore della Legge Nicodemo (Gv 3,14-21). Queste tre tentazioni molto concrete riguardano anche noi.

L’azione salvifica di Dio è varia e multiforme: ogni volta Dio escogita e trova un modo diverso per salvare il suo popolo. Libera gli esuli a Babilonia grazie al decreto di Ciro, re dei Persiani, fresco vincitore dei Babilonesi. Suggerisce a Mosè di innalzare il serpente di bronzo per guarire quanti erano stati morsi dai serpenti nel deserto per le loro mormorazioni. Manda sulla terra suo figlio Gesù, la luce del mondo che rischiara le tenebre e che, una volta innalzato sulla croce, diventa principio di salvezza per tutti coloro che guardano a lui.

La gratuità è ciò che accomuna tutti questi interventi. La salvezza di Dio è sempre un dono gratuito, come leggiamo nella lettera di Paolo alla comunità di Efeso: «Per grazia siete stati salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è grazia di Dio» (2,8). Se la scorsa domenica le letture bibliche ci hanno ricordato che l’amore e la salvezza non si comperano, oggi ci rassicurano con una delle affermazioni più forti del Vangelo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito». Quasi a dire che con Gesù possiamo farcela! Lui ci dà la forza per essere noi stessi, per sopportare le difficoltà del cammino, per vincere le tenebre del male, per scegliere la vita. Le opere buone che siamo chiamati a fare – anche in questo tempo di Quaresima – sono le opere della fede: la nostra risposta all’amore gratuito di Dio per noi.

Lidia e Battista Galvagno