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Buon compleanno Unesco: 10 anni di paesaggi vitivinicoli e una strategia per rilanciare

Era il 22 giugno 2014 quando le colline del vino diventavano ufficialmente patrimonio dell’umanità. Tutte le date dei festeggiamenti, tra momenti di celebrazione e ragionamenti per il futuro

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GRINZANE Era il 22 giugno 2014 quando, alle 15.20, le colline di Langhe, Roero e Monferrato diventavano ufficialmente patrimonio dell’umanità.  Dopo dieci anni, quando si parla delle vigne del basso Piemonte, il termine Unesco è diventato familiare e le ricadute positive evidenti.

Certo, per una destinazione che oggi vale quasi 1 milione e mezzo di presenze all’anno, si è iniziato a ragionare sulla sostenibilità del turismo. Sarà questo uno dei temi toccati dal nuovo piano di gestione per l’area, a cui la fondazione Links sta lavorando su incarico dell’Associazione per il patrimonio dei paesaggi vitivinicoli, che gestisce il sito.

Il nuovo piano di gestione per gestire i flussi turistici

Bruno Bertero

È un documento realizzato con fondi ministeriali, che verrà presentato venerdì 21 giugno, durante il Food&wine tourism forum al castello di Grinzane, e verrà terminato entro la fine dell’anno. Bruno Bertero, direttore dell’ente turismo locale, dallo scorso gennaio è anche il direttore generale dell’associazione: «Il nuovo piano è essenziale per il futuro. Il tema dell’ente gestore è primario: un’associazione non ha la forza per essere abbastanza incisiva», commenta.

Tra chi sta lavorando al piano, c’è Marco Valle, che dieci anni fa ha messo a punto il dossier di candidatura: «Di solito i piani hanno una durata inferiore, perché i cambiamenti sono rapidi», dice. Sono tre gli aspetti al centro: la visione del futuro, la progettualità e la gestione. «Il 90% di quanto finanziato è stato realizzato, ma oggi serve una nuova visione. Per esempio, nel 2014 il tema del clima era praticamente assente». E soprattutto il turismo era agli albori: «Non pensavamo a pullman da 50 persone in piccoli paesi, come accade oggi. L’indotto non va demonizzato, ma bisogna redistribuire e forse ridurre. L’aspetto economico non può diventare primario: si rischia l’effetto di altre aree italiane snaturate. Siamo ancora in tempo per correggere questa rotta».

Francesca Pinaffo

Tutti gli eventi in programma al castello di Grinzane e non solo 

Non ci sarà soltanto il forum dell’enoturismo, con la presentazione di dati e approfondimenti sull’Unesco: il maniero di Grinzane accoglierà altri eventi e iniziative, con riferimento a sabato 22 giugno. Anche le Poste italiane procederanno, per l’occasione, con tre annulli filatelici: il primo sarà nel giorno del compleanno; i restanti due saranno poi emessi nelle province di Asti e di Alessandria. In serata, con l’inizio alle 21.30, si terrà nel cortile del castello, con vista sulle colline, un concerto dal titolo “Virtuoso ensemble”. L’evento è organizzato tramite la collaborazione
dell’International music exchange association. Sempre durante la serata, ci sarà la possibilità di vivere un’esperienza speciale, con un volo frenato sulla mongolfiera, prima del momento del tramonto. Anche a Torino verrà dato spazio al decennale: appena scenderà il sole, la Mole antonelliana si illuminerà con rimandi chiari al territorio di Langhe, Roero e Monferrato. Non mancano altre iniziative nei paesi. Così a La Morra il Club Unesco comunale, insieme allo stesso Comune e a una rete di tanti partner, presenterà lo spettacolo teatrale Tutti i secoli della mia infanzia. Il bambino in Beppe Fenoglio, ideato e interpretato da Paolo Tibaldi, insieme al giovane Vittorio Anselma. L’appuntamento è per venerdì 28 giugno, alle ore 21 in piazza Castello.  

f.p. 

Il castello di Grinzane Cavour

Cerrato: «Uscivamo da anni bui: l’Unesco ci ha salvato»

Tra chi ha creduto fin da subito al potenziale dell’Unesco, c’è Roberto Cerrato, già presidente dei Paesaggi vitivinicoli. Dieci anni fa, a Doha, era in prima fila con la bandiera dell’Italia.

Come è iniziato tutto?

«Era il 2004, eravamo a Canelli, per cercare di portare al riconoscimento delle “cattedrali” sotterranee che ospitano milioni di bottiglie di spumante in affinamento: una realtà straordinaria, ma a tutti gli effetti un’iniziativa privata. Venne così presa la decisione di progettare una candidatura volta alla valorizzazione dell’intero territorio, con al centro la vite e il lavoro dell’uomo. Eravamo un’area reduce da due momenti devastanti: lo scandalo del metanolo e l’alluvione del 1994. Il progetto di candidatura, a mio avviso, ha evitato una grave frammentazione».

Che cosa ha rappresentato il giudizio negativo del 2011?

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Roberto Cerrato

«Avevamo iniziato a lavorare al progetto nel 2008. Fummo rimandati e, tornati al lavoro, decidemmo di riprogettare il dossier di candidatura dando molto più spazio alla cultura materiale e alla valorizzazione del territorio. Il nuovo progetto fu completato nel 2013. Per promuoverlo, prendemmo parte alla riunione del comitato mondiale Unesco in Cambogia, dove i delegati apprezzarono molto gli agnolotti al plin, i nostri veri ambasciatori».

Come è cambiato il territorio, negli ultimi dieci anni?

«Credo di poter dire che è cambiato tutto. Sono stati adottati e condivisi modelli innovativi di conservazione dell’intera area. È mutata la mentalità con cui ci guardiamo attorno e abbiamo preso coscienza della sua unicità. I nostri vini sono sempre più apprezzati, anche per i progressi compiuti da chi opera in vigna e in cantina. Il riconoscimento Unesco ha contribuito a completare i cambiamenti avvenuti nel corso di mezzo secolo, con ricadute economiche importanti: non è un caso se oggi tutto il mondo guarda a noi come una delle mete turistiche di maggiore interesse in Italia, come esempio di natura e lungimiranza. Possiamo esserne orgogliosi».

 Beppe Malò

Per la presidente Giovanna Quaglia, serve una gestione cosciente

Giovanna Quaglia, astigiana, è l’attuale presidente dell’Associazione per il patrimonio dei paesaggi vitivinicoli: «Direi che siamo pronti a festeggiare un momento che ha avuto una portata storica per la nostra area, di cui ha rivoluzionato a tutti gli effetti il destino». E prosegue: «A oggi abbiamo il compito di preservare e mettere a frutto un’eredità culturale e un contesto naturale
prezioso: il decennale sarà l’occasione giusta per sottolineare questi aspetti, ma anche per lanciare nuove sfide per il futuro, ormai dietro l’angolo». Il fulcro delle celebrazioni sarà il castello di Grinzane Cavour, dove si svolgerà il Food&wine tourism forum: il 21 giugno, il noto docente dell’Università Bocconi Guido Guerzoni arriverà in Langa per presentare una nuova ricerca incentrata
sul vero impatto socioeconomico dell’Unesco sul territorio, con riferimento agli ultimi dieci anni. «Avremo, tra l’altro, l’opportunità di confrontarci con altri siti Unesco, così da fare squadra e trovare strategie comuni riguardo a problematiche che ci riguardano tutti», conclude la presidente del sito.  

b.m.

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