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Uncem: servizio elettorale fermo al dopoguerra, serve il voto elettronico

Uncem Piemonte: «Congratulazioni ai sindaci e ai consiglieri neoeletti»

ELEZIONI «In tempi di digitalizzazione, l’organizzazione del servizio elettorale è rimasta ferma alle prime elezioni del dopoguerra». Lo afferma il presidente nazionale dell’Uncem Marco Bussone in una nota diffusa a poche ore dalla fine delle operazioni di scrutinio.  «Tanta tanta carta, verbali, tabelle e decine di moduli ripetitivi da compilare manualmente ai seggi. Burocrazia e regole vecchie nell’era della digitalizzazione che, invece di semplificare, complicano talmente le procedure da creare presupposti per errori e omissioni, come è successo in alcuni Comuni. Aggiungiamo a tutto ciò i tempi anacronistici per la consegna delle decine di buste e bustine timbrate e firmate ai Tribunali, molto distanti dai piccoli Comuni montani, e alle Prefetture, da portare immediatamente, e quindi a notte fonda o all’alba, quando con calma le cose si potrebbero fare i giorni seguenti o meglio eliminare, digitalizzando le procedure», aggiunge Bussone, auspicando anche il voto elettronico e annunciando di voler segnalare la questione al Ministro dell’interno.

 

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