BRA – La mostra Tempo periodico dell’artista Anna Valla verrà inaugurata sabato 23 maggio 2026 alle 18.30 al Fondaco, in via Cuneo 18 a Bra. L’evento, a ingresso libero, sarà arricchito da un approfondimento critico a cura di Toti Carpentieri.
L’esposizione rappresenta il diciassettesimo appuntamento della rassegna “Omg grand’arte. I confini del sacro”, realizzata con il sostegno della Regione Piemonte e della fondazione Crc. Attraverso una selezione di opere, la mostra offre un percorso che documenta diversi decenni di attività dell’artista: dalle prime esperienze legate all’avanguardia torinese fino alla prima personale del 1979, per giungere alle successive evoluzioni pittoriche e materiche.
La ricerca di Valla si distingue per il tema del Palinsesto, una stratificazione non solo tecnica ma filosofica, vissuta come un vero e proprio atto di scavo capace di far dialogare il silenzio e la parola. Il percorso espositivo invita lo spettatore a un itinerario meditativo e armonioso, dove il segno e il colore emergono dalla tela per riflettere sul senso del tempo e della memoria.
La mostra sarà visitabile dal 23 maggio al 27 giugno 2026, dal giovedì al sabato dalle 16 alle 19 e su appuntamento. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con Il Fondaco, con il patrocinio della Provincia di Cuneo e della Città di Bra.
Anna Valla
L’esposizione, che sarà visitabile dal 23 maggio al 27 giugno, segna un ritorno significativo dell’artista negli spazi di via Cuneo, offrendo al pubblico una riflessione profonda sulla memoria, il segno e la materia. Partendo da una solida base concettuale, la cifra stilistica di Anna Valla si è evoluta nel tempo verso una pittura colta e stratificata, capace di superare il rigore intellettuale puro per abbracciare una dimensione più materica e lirica. La sua indagine artistica si concentra spesso sulla scrittura come segno visivo e sulla sovrapposizione di trame che richiamano la memoria e il trascorrere del tempo.
Con una carriera che attraversa diversi decenni, Anna Valla ha esposto in numerose mostre personali e collettive, mantenendo un dialogo costante con il territorio piemontese e la scena artistica nazionale. La sua arte è un processo di scavo e di riscrittura, un esercizio di pazienza e sensibilità che trasforma la tela in un diario aperto, dove il silenzio e la parola si fondono in un’unica forma espressiva. Nelle sue opere, la stratificazione non è solo tecnica, ma filosofica: ogni segno, ogni colore e ogni trama nascondono e rivelano al contempo ciò che è avvenuto prima.
Il tema del Palinsesto guida l’intera ricerca di questa mostra. Come le antiche pergamene riscritte, le tele di Anna Valla diventano superfici su cui si accumulano leggeri strati di colore e trame segniche. Ogni opera è un invito a decifrare ciò che il tempo ha depositato pittoricamente sulla tela, e ciò che l’artista ha saputo riportare alla luce. Nel rapporto fisico con la tela, Valla scrive questa bella citazione: «Per me dipingere è un atto di scavo; ogni strato è una parola aggiunta a un discorso mai interrotto».
L’allestimento presso Il Fondaco esalta la natura ritmica dei lavori dell’artista. Le grandi e medie composizioni, sature di segni dialogano e interagiscono con la struttura architettonica specifica della galleria, creando un percorso meditativo capace di far dialogare l’arte contemporanea con un ambiente accogliente e storico.
Durante il periodo della mostra sono previsti incontri esclusivi con l’artista, un’occasione unica per il pubblico, gli studenti e i collezionisti di dialogare direttamente con Anna Valla e approfondire la genesi delle sue opere.
Anna Valla è nata a Saluzzo, dove vive e lavora. Ha studiato all’Accademia albertina di Torino e ha completato la sua formazione nell’ambiente culturale dell’avanguardia torinese degli anni ‘70. La sua prima personale è del 1979. Successivamente ha partecipato ad altre personali in Italia (Bologna, Napoli, Parma, alassio, Ascoli Piceno, Bra, Perugia, Genova, Omegna, Roma, Firenze, Bari, Torino) e all’estero (come a Basilea, Parigi, Dusseldorf, Melbourne e Geelong).
Le sue opere sono presenti in varie gallerie d’arte moderna di Gallarate, Termoli, Marradi, Torre Pellice, a Milano presso la Banca commerciale italiana, a Saluzzo presso l’ex Banca regionale europea, e in collezioni private. Tra il 1990 e il 1996 ha realizzato sculture in ceramica nei laboratori di Albisola e anche in vetro presso una vetreria d’arte di Savona.
Gli elementi principali che caratterizzano le sue opere sono il colore e il segno gestuale, accomunate da un astrattismo lineare, senza però che la sua pittura si esaurisca nell’una o nell’altra, e senza che l’una prevalga sull’altra, in un rapporto di mediato equilibrio e di coerente complementarietà. Il risultato a cui perviene è quindi straordinariamente unitario : il rigore concettuale dell’astrazione geometrica viene utilizzato non per elidere ma, al contrario, per rendere viva e vibrante la carica emotiva e pulsionale espressa attraverso il colore. La realtà viene quindi filtrata da una sorta di “occhio-ombelico”, un’attenta tensione percettiva sia fisico-emotiva che intellettuale, con un’esigenza di contatto-distacco tra la realtà percepita e la sua riflessione meditata, mediata e resa finalmente nell’opera. Nelle sue creazioni prevalgono i bruni, le terre, gli ocra e i colori tenui. Le opere di Anna Valla denotano un gusto per il ritmo, l’armonia e l’equilibrio, sintetizzati in forme semplici. Un motivo costante nei suoi elaborati sono linee abbozzate e schizzate che danno dinamicità alla composizione.
