di Paolo Tibaldi
ABITARE IL PIEMONTESE – In Piemonte, la popolazione si raccoglie come una costellazione paziente: la maggior parte vive nei piccoli centri, nei campi, nei paesi e, forse, non è un caso che proprio qui paìs sia una parola dal valore straordinario. Paese, contrada, patria, provincia, ma nessun sinonimo la esaurisce davvero. Borgo arriva dal germanico e descrive una fortezza; villaggio parla di edifici e case; paìs racconta invece una terra abitata, un luogo che esiste perché qualcuno lo vive, lo lavora, lo attraversa e lo riconosce. La parola arriva dal latino pagus: il territorio vissuto, la campagna intorno all’abitato. Con il tempo si è fatta più umana: un paìs sono le voci che riconosci, le mani che si salutano sempre allo stesso modo, le abitudini che tengono insieme la vita. Non c’è luogo senza chi lo abita.
Paisòt è il paesino, paisan l’uomo di campagna, a volte detto quasi fosse un difetto: modi ruvidi, poche cerimonie. La terra educa alla sostanza e, senza sostanza, non si vive, né si mangia: non è un caso se l’agricoltura sia il settore primario, quello delle cose necessarie. Paisanàda può significare sgarbo, mancanza di grazia, mentre paisàge è il paesaggio che ti attraversa, paisanòt, il contadinello.
I modi di dire raccontano un mondo: paìs bàss, con ironia, indica le parti più intime; dëscheuvȓe paìs o giȓé pais significa scoprire il mondo; paìs sbardà è il paese sparso, senza centro. A Torino c’era perfino il pais latin, il quartiere degli avvocati. C’è poi il ciao paìs degli Alpini: un saluto che sa di promessa. Perfino il pane, la paisan-a, porta dentro questo nome, per appartenenza e condivisione di qualcosa di quotidiano. In spagnolo, pueblo è insieme paese e popolo. Un paìs esiste davvero solo quando qualcuno lo abita, lo riconosce e… continua a chiamarlo casa.
Scriveva Cesare Pavese: «Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli… sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti».
