ALBA – L’intervento del vescovo di Alba alla manifestazione contro il caporalato nei territori di Langa e Roero, tenuta ad Alba nel pomeriggio di sabato 24 ottobre, con la partecipazione di associazioni, sindacati e Caritas diocesana. «Noi ci siamo. La Chiesa, la Caritas, le parrocchie ci sono», ha detto Marco Brunetti. «Ma dobbiamo intervenire tutti, con progetti che coinvolgano tutte le parti in causa per politiche sociali strutturali e durature, per tutte le stagioni dell’anno e non solo per l’inverno». E contro il caporalato, il vescovo di Alba è stato chiaro:« Il caporalato che sfrutta non è solo un reato, è un’offesa a Dio e all’uomo. Rubare lavoro dignitoso significa rubare dignità. La persona viene prima del profitto, il bracciante prima della bottiglia di vino».
Intervento del vescovo Marco alla manifestazione contro il caporalato nelle vigne il 24 ottobre in piazza San Paolo ad Alba
Carissimi tutti che abbiamo scelto di scendere in piazza pacificamente,
ci incontriamo fieri del nostro territorio costituito dalle colline delle Langhe e del Roero, dove l’uva profuma di festa ma troppe mani profumano di fatica non riconosciuta.
Il caporalato che sfrutta non è solo un reato, è un’offesa a Dio e all’uomo. A chi nega il salario giusto ricordo le parole di Papa Francesco: “Non otteniamo la dignità dal potere o dal denaro o dalla cultura. Otteniamo la dignità dal lavoro”. Rubare lavoro dignitoso significa rubare dignità.
San Giovanni Paolo II lo ha gridato nella Laborem Exercens: “Il lavoro è non solo un bene ‘utile’ ma un bene ‘degno’, corrispondente alla dignità dell’uomo”. Dunque, la persona viene prima del profitto, il bracciante prima della bottiglia di vino.
Ma alla paga ingiusta si somma l’emergenza dei vostri alloggi. Molti di voi dormono in baracche o auto, senza acqua né riscaldamento. La casa non è un lusso: è parte della dignità del lavoro.
Ad Alba, la Caritas con l’aiuto dei volontari da anni gestisce il dormitorio di via Pola, la diocesi e le parrocchie hanno messo a disposizione alloggi per i migranti e persone in emergenze abitative o in difficoltà, i “Frati minori Piemonte” ospitano e seguono decine di giovani lavoratori assicurando loro una casa, il Comune un dormitorio di emergenza nei mesi invernali, ma nonostante tutto ciò i posti sono ancora pochi e non bastano.
Dobbiamo intervenire tutti insieme non solo nella fase emergenziale ma con progetti che coinvolgano tutte le parti in causa per politiche sociali strutturali e durature, per tutte le stagioni dell’anno e non solo per l’inverno. Noi ci siamo, la Caritas che è la Chiesa in azione per testimoniare la carità c’è. La Fratelli Tutti di papa Francesco ci ricorda che “Il problema più grande è dare a tutti l’opportunità di far fiorire i semi che Dio ha piantato in ciascuno”. Quei semi muoiono se la terra che calpestiamo diventa terreno di sfruttamento.
Per questo invito tutti i lavoratori delle vigne a non perdere la speranza e a unirvi in solidarietà. Alzate la voce, pretendete contratti regolari, contributi, giorni di riposo. Non siete soli: sindacati, Chiesa e società civile sono con voi.
Siamo consapevoli che probabilmente la maggioranza delle aziende vitivinicole assumono direttamente e garantiscono salari giusti e si comportano correttamente, ma a quella parte, fosse anche minima, che non rispetta la dignità del lavoro chiediamo trasparenza e filiere etiche.
Chiediamo alle istituzioni preposte controlli veri, piani abitativi, permessi di soggiorno rapidi. La giustizia sociale non è utopia, è comandamento. Come in vigna, occorre potare il male perché la vite porti frutto buono.
Insieme possiamo trasformare le fatiche dei campi in canto di dignità. L’integrazione autentica richiede spazio dell’azione e del cambiamento che significa:
- politiche lungimiranti e di autentico governo;
- investimenti su tutela, inclusione e partecipazione;
- impegno concreto per cittadinanza, radicamento sociale e integrazione.
Papa Leone a Tenerife lo scorso giugno ha detto ai migranti: “L’accoglienza apre la porta, l’integrazione aiuta a varcare la soglia”. Andiamo avanti, con coraggio, perché la dignità non si svende: si difende.
Alba, 24 ottobre 2026
†Marco, vescovo

