CULTURA – Una guida per orientarsi nel mondo digitale senza perdere di vista l’essenziale: l’essere umano. Esce il 27 marzo in libreria Vite digitali. Storie, domande e strumenti per restare umani, il nuovo volume del giornalista Gigio Rancilio, pubblicato da Vita e Pensiero.
Dai social network all’intelligenza artificiale, dall’identità online alle nuove forme di informazione e disinformazione, il digitale incide ormai in profondità sulla vita quotidiana. Il libro affronta proprio questo scenario, interrogandosi su quanto siamo davvero consapevoli dei meccanismi che regolano l’online e dell’influenza che esercitano sulle nostre abitudini, sulle relazioni e sul modo di informarci.
Partendo da temi di stretta attualità, Gigio Rancilio costruisce un percorso che tocca questioni complesse e molto concrete: i preti influencer, le fidanzate virtuali, l’intelligenza artificiale, l’esposizione dei bambini a internet e alle fake news, fino ad arrivare all’IA che consente di dialogare di nuovo con i propri cari defunti e alla piaga della pedopornografia. Nel volume Vite digitali. Storie, domande e strumenti per restare umani (Vita e Pensiero, 164 pagine, 15 euro, in libreria dal 27 marzo), l’autore indaga rischi, opportunità e trasformazioni culturali introdotte dalla tecnologia nella società contemporanea.
Il libro nasce dallo sviluppo di una rubrica curata sulle pagine di «Avvenire». Rancilio ha raccolto e riorganizzato i nuclei più significativi di quelle riflessioni, suddividendoli per temi, come il rapporto tra genitori e figli, i social e le guerre contemporanee, le solitudini online, affiancandoli a testi inediti pensati per leggere la rapidissima evoluzione del panorama digitale negli ultimi anni. L’obiettivo, come racconta il volume, è osservare «il mondo del digitale […], senza mai dimenticare la centralità dell’uomo».
Tra i dati che emergono, uno colpisce in modo particolare: passiamo due mesi all’anno a guardare il cellulare. Da qui nasce una riflessione ampia sul nostro tempo e sulla necessità di non lasciare che l’algoritmo appiattisca unicità, pensiero critico e libertà di scelta. Il risultato è una guida accessibile, ricca di consigli, riflessioni e strumenti utili soprattutto per genitori, insegnanti ed educatori.
Il libro si propone così come una mappa per comprendere meglio ciò che stiamo diventando mentre viviamo sempre più immersi nel digitale. Un invito a utilizzare la tecnologia con consapevolezza, senza rinunciare alla curiosità e alla capacità di approfondire. «non accontentiamoci del primo risultato o del primo argomento che ci propone l’algoritmo. Cerchiamo più voci, non tanto per cercare quella che più si avvicina alla nostra idea ma per provare a trovare quella che può stimolarci di più.»
E ancora, scrive Rancilio: «se nel digitale avessimo più pazienza, ci guadagneremmo tutti. Invece abbiamo tutti così fretta di reagire, di rispondere e magari di mettere a tacere chi ci critica, che finiamo per non riuscire ad ascoltare davvero gli altri. E così spesso finiamo col non comprendere ciò che volevano dirci».
Luigi “Gigio” Rancilio, già caposervizio della redazione spettacoli, è stato a lungo Social Media Manager del quotidiano «Avvenire». Agli albori di internet ha inoltre cofondato e diretto RockOnLine, il primo sito di informazione musicale. Oggi è formatore e divulgatore di comunicazione e cultura digitale, con particolare attenzione al mondo del giornalismo, dell’educazione e dell’ambiente cattolico.
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