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Script fest a Bra / Dopo la serata con Tony McNamara oggi tocca al panel su come diventare sceneggiatore

BRA – Dopo l’inaugurazione di ieri sera, con una foltissima presenza di pubblico, entra nel vivo oggi (venerdì 17 aprile), Script fest, il festival che mette a fuoco uno dei nodi centrali del settore: come nasce, si sviluppa e prende forma una storia per lo schermo.

Script fest a Bra / Dopo la serata con To
Valentina Gaia Project manager e Stefano Sardo, direttore artistico accolgono l’ospite speciale Tony McNamara

Alle 15, all’auditorium Bper, si terrà il panel “Come si diventa sceneggiatori? Autori, sindacati, istituzioni a confronto”. Intervengono Viola Rispoli, autrice di Doc – Nelle tue mani e di alcune delle serie più seguite degli ultimi anni, e Annamaria Granatello, presidente e direttrice del premio Solinas, per un confronto sui percorsi di accesso alla professione, tra formazione, diritti e nuove prospettive per chi oggi scrive per cinema e serialità.

Il programma prosegue al cinema Vittoria alle 16 con Storia della mia famiglia, la serie originale Netflix che esplora le dinamiche intime e relazionali di una famiglia sui generis, seguita dalla masterclass degli autori Filippo Gravino ed Elisa Dondi.

La giornata si chiude alle 20 con Le assaggiatrici, film tratto dal best seller di Rosella Postorino (premio Campiello 2018), un racconto ambientato in un contesto storico ad alta tensione, costruito attraverso una scrittura stratificata e rigorosa. Il racconto delle assaggiatrici di Hitler dialoga in maniera sorprendente con il contesto della città di Bra, culla della cultura Slow food, attivando un cortocircuito tra racconto e territorio, tra memoria, corpo e relazione con il cibo. A seguire, la masterclass di due degli autori del film, Lucio Ricca e Ilaria Macchia, dedicata alle scelte narrative e al lavoro di adattamento.

«La cosa più bella è vedere la sala piena per parlare di scrittura, che di solito resta dietro le quinte. Sono arrivati studenti da tutta Italia, e si vede: le sale si riempiono, ma anche la città si muove con il festival», commenta il direttore artistico Stefano Sardo. «Ieri si è creata subito un’attenzione vera, curiosa e necessaria. È da lì che volevamo partire».

Valter Manzone

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