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Lourdes: viaggio nella speranza tra fede e comunità

Lourdes: viaggio nella speranza tra fede e comunità

di Lino Ferrero

SPIRITUALITÀ – Ogni anno, migliaia di persone mettono in valigia qualcosa di invisibile ma potentissimo: le proprie speranze. Salgono su un treno, un pullman o un aereo e partono verso una meta ben precisa: il Santuario di Nostra Signora di Lourdes, tra i Pirenei francesi.

Il pellegrinaggio a Lourdes — come quello organizzato dall’OFTAL di Bra e Saluzzo per l’agosto 2026 — non è un semplice viaggio. È un’esperienza che intreccia fede, solidarietà e una storia capace ancora oggi di parlare al cuore.

Tutto ha inizio l’11 febbraio 1858. In una piccola grotta chiamata Massabielle, la giovane Bernadette Soubirous racconta di aver visto una “bella Signora” vestita di bianco. Le apparizioni saranno diciotto: un evento che segnerà profondamente non solo la vita della ragazza, ma anche quella di milioni di pellegrini nei decenni successivi.

Durante uno di questi incontri, la Vergine Maria invita Bernadette a scavare nel terreno: da lì nasce una sorgente d’acqua. Un gesto semplice, quasi quotidiano, che si trasforma in simbolo universale. Da allora, quell’acqua rappresenta per molti un segno di purificazione, di rinascita, di guarigione — non solo del corpo, ma soprattutto dell’anima.

In un mondo dominato dalla velocità, dalle notifiche e dalla continua ricerca di risultati immediati, Lourdes continua ad attirare migliaia di persone. Perché? Perché offre qualcosa di raro: tempo, senso e relazione.

Qui le distanze sociali si annullano. Volontari, malati, giovani e anziani viaggiano insieme. I “barellieri” e le “sorelle” non sono solo accompagnatori, ma compagni di cammino. Si crea una comunità autentica, dove ognuno conta.

La processione serale aux flambeaux è uno dei momenti più intensi: migliaia di luci accese nel buio, canti che si intrecciano in diverse lingue, un silenzio che non è vuoto ma pieno di significato. Anche chi non è credente spesso resta colpito da questa atmosfera.

Molti partono con domande più che con certezze. Lourdes non offre risposte facili, ma uno spazio in cui fermarsi, respirare e ascoltarsi. Ed è proprio questo che, oggi più che mai, manca.

C’è chi sceglie il viaggio lento in pullman, dal 3 al 9 agosto: un percorso che diventa già parte dell’esperienza, fatto di incontri e condivisione. Altri preferiscono l’aereo, dal 4 al 7 agosto, per raggiungere più rapidamente la destinazione.

Ma la meta è la stessa per tutti: tornare a casa con qualcosa in più. Non necessariamente una risposta, ma spesso una nuova prospettiva. E, quasi sempre, un cuore un po’ più leggero.

Per chi desidera partecipare al pellegrinaggio 2026, le iscrizioni sono aperte dal 4 maggio all’11 luglio. È possibile rivolgersi alla sede OFTAL di Racconigi o al Santuario Madonna dei Fiori.

Lourdes, in fondo, non è solo un luogo. È un passaggio. Un cammino che, anno dopo anno, continua a ricordare una cosa semplice e potente: nella ricerca di speranza, nessuno è davvero solo.

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