Cna Piemonte: rincari fino a 1.300 euro per famiglia

Energia e carburanti: l’allarme sulle ricadute per consumi e imprese

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ECONOMIA – Il rialzo dei prezzi di energia e carburanti rischia di pesare in modo significativo sui bilanci delle famiglie piemontesi nel 2026, con conseguenze dirette anche sull’attività delle micro e piccole imprese. A lanciare l’allarme è Cna Piemonte, che ha elaborato alcune stime sull’impatto dell’aumento dei costi legati a luce, gas, carburanti e beni alimentari.

Secondo le previsioni, se le quotazioni di petrolio e gas dovessero mantenersi sugli attuali livelli anche nei prossimi mesi, l’aggravio medio per ogni famiglia potrebbe avvicinarsi ai mille euro annui, con punte fino a 1.300 euro.

Nel dettaglio, l’aumento delle bollette energetiche potrebbe oscillare tra i 300 e i 400 euro all’anno, mentre la spesa per i carburanti potrebbe crescere tra i 200 e i 300 euro. A questo si aggiungerebbe anche un incremento dei costi alimentari stimato tra i 250 e i 350 euro annui.

«In questo contesto – afferma il presidente di Cna Piemonte, Giovanni Genovesio – il rischio concreto è un rallentamento della domanda interna, con effetti immediati sulle micro, piccole e medie imprese del commercio, dei servizi, dell’artigianato e della produzione. Difendere il potere d’acquisto delle famiglie significa sostenere l’intero sistema economico».

Le ricadute potrebbero interessare anche gli investimenti delle imprese. Secondo Cna Piemonte, in uno scenario moderato si stima una contrazione degli investimenti fissi lordi nell’ordine del 2%, percentuale che potrebbe salire fino al 4% in caso di un protrarsi della situazione.

«Serve un intervento mirato e tempestivo – sottolinea il segretario di Cna Piemonte, Delio Zanzottera – per contenere i costi energetici. Senza misure efficaci, l’attuale dinamica dei prezzi rischia di trasformarsi in un freno strutturale per la crescita».

Redazione

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