Telemedicina e chirurgia ginecologica: a Verduno nasce TRACE-GIN

Lo studio dell’ASL CN2 punta a migliorare il follow-up delle pazienti e a ridurre gli accessi ospedalieri non programmati

Telemedicina e chirurgia ginecologica: a Verduno nasce TRACE-GIN

SANITÀ – La ricerca in sanità non significa soltanto scoprire nuove terapie o sviluppare farmaci innovativi. Sempre più spesso significa anche ripensare i modelli di assistenza, rendendoli più vicini alle persone, più efficaci e capaci di accompagnare il paziente anche oltre le mura dell’ospedale. È da questa visione che nasce TRACE-GIN, il nuovo studio promosso dalla Struttura di Ostetricia, Ginecologia e Ginecologia Oncologica dell’Ospedale Michele e Pietro Ferrero di Verduno, afferente all’ASL CN2.

L’obiettivo della ricerca è valutare l’impatto della telemedicina nel follow-up delle donne sottoposte a interventi di chirurgia ginecologica, verificando se un monitoraggio a distanza possa migliorare la qualità dell’assistenza e ridurre il ricorso ad accessi ospedalieri non programmati nel periodo successivo all’operazione.

Lo studio nasce da un’esperienza concreta maturata proprio all’interno dell’ASL CN2. Dal febbraio 2022, infatti, il reparto di Ginecologia di Verduno ha attivato il progetto GYN UP, un percorso di telemedicina ideato per mantenere un contatto costante tra pazienti e operatori sanitari durante tutte le fasi del percorso chirurgico.

Attraverso una piattaforma dedicata, le donne possono comunicare con medici e infermieri, trasmettere informazioni sul proprio stato di salute e ricevere indicazioni anche dopo il rientro a casa. Un modello assistenziale che supera i confini dell’ospedale e porta le cure direttamente nel contesto quotidiano della paziente.

L’esperienza maturata in questi anni ha evidenziato come molte donne abbiano percepito un maggiore senso di sicurezza e accompagnamento, sentendosi seguite non soltanto durante il ricovero, ma anche nella delicata fase della convalescenza. Proprio questi risultati incoraggianti hanno spinto i professionisti dell’ASL CN2 a studiare in maniera rigorosa e scientifica l’efficacia del progetto.

Il periodo successivo alla dimissione, infatti, rappresenta spesso una fase particolarmente delicata. Possono comparire sintomi, dubbi o piccoli segnali che richiedono attenzione e non sempre è semplice per la paziente comprendere quando una situazione sia fisiologica e quando, invece, sia necessario rivolgersi a uno specialista.

Tradizionalmente il monitoraggio post-operatorio viene affidato al medico di medicina generale e, in caso di problemi, la paziente può trovarsi a ricorrere a visite urgenti o al Pronto Soccorso. La telemedicina offre invece la possibilità di intercettare precocemente eventuali criticità, favorire il dialogo con gli specialisti e orientare tempestivamente le decisioni cliniche.

Lo studio TRACE-GIN coinvolge donne sottoposte a interventi per patologie benigne, uro-ginecologiche e oncologiche. L’obiettivo principale è verificare se il percorso di telemedicina sia in grado di ridurre il numero di accessi ospedalieri non programmati entro 30 giorni dall’intervento.

L’indagine, tuttavia, guarda anche oltre. I ricercatori stanno valutando la capacità del sistema di individuare precocemente eventuali complicanze, l’aderenza delle pazienti al percorso digitale, il grado di soddisfazione nell’utilizzo dell’applicazione, l’impatto sulla qualità della vita e il ruolo di fattori come età e indice di massa corporea nel decorso post-operatorio.

Il telemonitoraggio e la teleassistenza, attraverso un sistema di alert basato su specifici indicatori di rischio, consentono infatti di identificare tempestivamente le criticità e di attivare rapidamente gli interventi assistenziali e clinici necessari.

Il valore di TRACE-GIN risiede soprattutto nel fatto che nasce dall’osservazione diretta dei bisogni delle donne e dall’impegno degli operatori dell’ASL CN2 nel trovare soluzioni innovative per rispondere a queste esigenze. È la dimostrazione di come la ricerca possa svilupparsi anche all’interno degli ospedali del territorio, trasformando l’esperienza clinica quotidiana in conoscenza scientifica e, potenzialmente, in nuovi modelli assistenziali.

Redazione

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