AMBIENTE – La Regione Piemonte cancella il blocco strutturale che avrebbe interessato, da ottobre ad aprile, circa 307mila auto diesel Euro 5 nell’area metropolitana di Torino e Novara.
La decisione è stata resa possibile dall’approvazione dell’aggiornamento del Piano regionale di qualità dell’aria, che introduce nuove misure antismog e una serie di interventi innovativi ritenuti in grado di garantire l’equilibrio emissivo richiesto dall’Unione Europea.
Il Piemonte diventa così la prima Regione del Bacino Padano – che comprende anche Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto – ad adottare un provvedimento di questo tipo, evitando l’applicazione del decreto approvato dal Governo nel luglio 2025 che prevedeva, in assenza di misure compensative, il blocco dei veicoli diesel Euro 5 nei centri urbani con oltre 100mila abitanti a partire da ottobre 2026.
L’aggiornamento del Piano è il risultato del lavoro della Struttura speciale istituita dalla Regione e composta dalle direzioni regionali competenti, da Arpa Piemonte, Ires, Province, Città Metropolitana di Torino, Politecnico di Torino, Università di Torino e del Piemonte Orientale, oltre a enti di formazione e ricerca.
Tra gli interventi individuati figurano incentivi per l’utilizzo dei biocarburanti nei mezzi pubblici e nelle auto private, sistemi di regolazione del traffico basati sull’intelligenza artificiale, progetti di rigenerazione urbana e mobilità sostenibile, diffusione di colture agricole capaci di ridurre gas e ammoniaca nell’aria e incentivi per il rinnovo degli impianti di riscaldamento più inquinanti.
«Dopo il grande lavoro della Struttura speciale abbiamo approvato l’aggiornamento del Piano regionale di qualità dell’aria per rafforzare e anticipare alcune delle misure già previste e introdurre azioni innovative e scientificamente validate, in grado di garantire una riduzione delle emissioni equivalenti a quella che sarebbe derivata dal blocco strutturale degli Euro 5», precisano il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore all’Ambiente Matteo Marnati.
«Siamo la prima Regione tra quelle del Bacino padano che centra questo obiettivo e riesce a coniugare il rispetto dei parametri emissivi stabiliti dall’Europa con azioni sostenibili e senza penalizzare famiglie e imprese», aggiungono.
«I 307mila piemontesi che hanno un diesel Euro 5 e che avrebbero rischiato, per decisioni di Bruxelles, di non poterlo usare, potranno continuare a utilizzarlo perché la loro Regione ha trovato soluzioni alternative», sottolinea Alberto Cirio. «Una persona che ha un’auto di dieci o quindici anni non la cambia perché non può cambiarla, non perché non vuole cambiarla».
Secondo Matteo Marnati, i dati sulla qualità dell’aria mostrano un miglioramento costante: «Per la prima volta abbiamo raggiunto il rispetto del valore limite annuale del biossido di azoto su tutto il territorio regionale e continuiamo a registrare un progressivo miglioramento degli indicatori della qualità dell’aria».
Anche il direttore di Arpa Piemonte, Secondo Barbero, evidenzia «il progressivo e continuo miglioramento» registrato in Piemonte, con concentrazioni degli inquinanti tra le più basse della serie storica, pur permanendo alcune criticità legate al particolato PM10 in alcune stazioni urbane.
Le misure previste
Dal prossimo inverno la Regione investirà 14 milioni di euro per incentivare l’utilizzo di biocarburanti diesel di origine rinnovabile sui mezzi del trasporto pubblico e sulle auto private diesel Euro 5 e 6. È previsto un contributo annuale compreso tra 50 e 100 euro sul prezzo del carburante attraverso l’utilizzo di apposite carte bio.
Altri 44 milioni di euro saranno destinati a bandi per rendere le città più pulite e sostenibili, con misure per il car sharing, incentivi per l’uso della bicicletta e dei mezzi pubblici nei tragitti casa-lavoro e la realizzazione di nuove velostazioni.
Sono inoltre previste sperimentazioni con cubi filtranti modulari per la pulizia dell’aria, sistemi di nebulizzazione dell’acqua per catturare il particolato e l’impiego di materiali innovativi, come vernici e rivestimenti fotocatalitici capaci di abbattere gli inquinanti.
Grazie al Bando Città rigenerative saranno potenziati gli interventi di pedonalizzazione, la creazione di nuove Zone 30 e la forestazione urbana.
Altri 11,5 milioni di euro saranno destinati all’applicazione dell’intelligenza artificiale ai sistemi di infomobilità, con sperimentazioni nell’area urbana di Torino già dal prossimo autunno.
Sul fronte agricolo sono previsti 10 milioni di euro per sostenere le colture di copertura autunno-vernine, mentre altri 14,4 milioni serviranno a ridurre le emissioni dei sistemi di riscaldamento attraverso incentivi per la manutenzione degli impianti più vecchi e l’installazione di nuovi sistemi a biomassa.
A questi si aggiungono numerosi interventi già in corso, tra cui i bandi Fesr per la riqualificazione energetica per 207 milioni di euro, gli incentivi per l’acquisto di mezzi commerciali green, la tessera Piemove per gli studenti universitari under 26 e i contributi per la sostituzione dei generatori di calore a biomassa legnosa.
Redazione
