È morto oggi Giancarlo Drocco, storico presidente e leader dell’Aca

LUTTO Oggi, lunedì 5 giugno, all’età di 78 anni, si è spento Giancarlo Drocco, presidente dell’Associazione commercianti albesi.  Uomo dal carisma e dalla leadership indiscutibili, volitivo e determinato, Giancarlo Drocco è stato esempio di lungimiranza, capacità di visione, un precursore grazie al quale il mondo del commercio, del turismo e dei servizi, insieme, sono riusciti negli anni a connotare fortemente il nostro territorio, a plasmarne gli aspetti dell’accoglienza turistica, a stimolare l’imprenditorialità, a catalizzare interessi e attenzioni da parte del resto della provincia, della regione e, grazie ai legami stretti e franchi con la Confcommercio, anche di molti osservatori nazionali.

Domani sera, martedì, alle 20.30 nella chiesa di Cristo Re verrà celebrato il Rosario; il funerale verrà celebrato, sempre nella chiesa di Cristo Re mercoledì 7 giugno alle 15.

Il temperamento di Giancarlo Drocco ha radici lontane. Fin da studente egli dimostra doti organizzative e carisma, quando partecipa alla fondazione del periodico studentesco albese “Il Bandolo”, di cui tra il 1958 e il 1964 è direttore.

L’esperienza editoriale affonda le radici in un momento di fermento culturale giovanile, animato da alcuni autorevoli mentori quali don Paolo Tablino, Ettore Paganelli, Armando Serra, Pino Prandi e Cesare Delpiano. “Il Bandolo” fu uno strumento di grande attualità, collettore della critica giovanile, della riflessione sui grandi temi, che per molti versi anticipò e superò la contestazione studentesca del ’68, in un modo assai più riflessivo, ponderato e costruttivo.

L’attività lavorativa e l’impegno in Aca

Avvia la carriera lavorativa come assicuratore, fa il suo ingresso in Aca nei primi anni Sessanta come coordinatore e successivamente come direttore, chiamato dal presidente Gian Giacomo Toppino. È in questi anni che inizia la crescita dell’Associazione, che si articola in tutti i servizi necessari alle imprese, tutt’oggi attivi e implementati continuamente secondo la filosofia di Drocco, quel “guardare oltre” che è divenuto una regola nel Dna dell’Aca.

Nel 1996 è tra i principali ispiratori della nascita dell’Ente Turismo Alba Bra Langhe Roero, avendo intuito le enormi potenzialità del settore turistico del nostro territorio. Propugna la crescita dell’offerta, il numero dei posti letto, la qualità della ristorazione, elementi determinanti nel rendere le Langhe e il Roero meta di un turismo di alto livello, i cui benefici, oggi, si riverberano sull’economia generale.

Negli stessi anni emerge ufficialmente l’ambizione di Alba-Bra a divenire provincia, e sarà ancora una volta l’Aca guidata da Drocco a gestire l’istruttoria per la presentazione della richiesta a Roma, dopo aver aggregato la stragrande maggioranza dei comuni di Langhe e Roero. Sempre degli anni Novanta è la fondazione del Comitato Promotore per l’Ospedale Unico di Alba e Bra, una scelta rivoluzionaria, che mira a chiudere due ospedali vetusti per realizzarne uno soltanto, abbandonando i campanilismi e collocando la struttura a metà strada. Un progetto ambizioso, che si spera presto concluso. Dal 2001 al 2011  è componente il Cda della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo. Nel successivo quadriennio riveste il medesimo ruolo nella Ubi Banca Regionale Europea.

Resterà direttore dell’Associazione commercianti albesi fino al 2009, quando l’Assemblea dei soci ne ratifica la nomina a presidente, successore di Gian Giacomo Toppino che assume la carica di presidente onorario.

Nel marzo 2011 ottiene l’adesione diretta dell’Associazione Commercianti Albesi alla Confcommercio nazionale (unica realtà non capoluogo di provincia a figurare nel novero).

Nel giugno 2013 viene nominato presidente di Con.Ascom, società cooperativa che riunisce una trentina di società di servizi della galassia Confcommercio dislocate nel nord Italia.

La Camera di commercio gli conferì il Sigillo d’oro

Nel 2013 riceve il Sigillo d’oro della Camera di Commercio di Cuneo per la lunga esperienza maturata sin dal 1979 nel ruolo di dirigente e direttore prima, nonché di presidente dal 2009, dell’Associazione Commercianti Albesi.

«L’assegnazione a Giancarlo Drocco del ‘Sigillo d’oro’ da parte della Camera di commercio di Cuneo – si legge nella motivazione – premia il profondo legame con il territorio di Langa, la capacità di farne elemento portante di una politica di promozione che sta assicurando frutti di rilievo e la determinazione nell’esaltare imprenditorialità che hanno radici antiche, ma che non avrebbero raggiunto gli obiettivi oggi acquisiti senza il contributo di uomini capaci, coraggiosi e determinati nelle scelte».

Nel dicembre 2014 è nominato componente della Giunta della Camera di Commercio di Cuneo.

L’impegno a favore del territorio

Con Giancarlo Drocco l’Associazione Commercianti non manca di essere presente, partecipe e spesso protagonista delle principali battaglie in difesa del territorio e della sua unicità.  Tra le altre iniziative ispirate da Drocco, nel marzo 2015 si concretizza il percorso dell’Associazione “Langhe Roero Tavolo delle Autonomie per il Territorio”, a coronamento di un percorso iniziato nel 2012, realtà che riunisce 73 municipalità tra cui Alba e Bra e 12 soggetti privati tra aziende di primo piano, organizzazioni di categoria e altri soggetti rappresentativi del territorio.

Finalità del sodalizio è affrontare univocamente le problematiche politico-economico-sociali dell’area di riferimento, nel momento di maggiore incertezza istituzionale dal secondo dopoguerra ad oggi, mentre le Province si avviano allo smantellamento, e all’orizzonte si profilano riforme basilari che potrebbero cambiare il Paese.

È Giancarlo Drocco ad aver non solo ispirato ma sostenuto caparbiamente le battaglie in difesa del tribunale di Alba e del servizio di Emodinamica presso l’ospedale San Lazzaro di Alba, solo per citare i temi più recenti sui quali egli si è impegnato ed ha impegnato le istituzioni locali e non. Nel 2015 viene nominato componente del Consiglio confederale di Confcommercio-Imprese per l’Italia. Un riconoscimento all’Associazione commercianti albesi, alla persona e alla sua proverbiale leadership.

Nel giugno dello stesso anno un malore lo allontana dall’Associazione commercianti albesi, realtà alla quale, in costante contatto con il presidente storico Gian Giacomo Toppino, scomparso il 25 gennaio scorso, e insieme agli storici collaboratori, ha dato negli anni forma e sostanza, facendola crescere e diventare un riferimento per tutto il territorio.

L’Associazione Commercianti Albesi e tutte le attività del commercio, del turismo e dei servizi esprimono cordoglio e vicinanza alla famiglia Drocco in questa triste circostanza.

L’intervista di Gazzetta

Nel gennaio 2013 Gazzetta pubblicò una delle ultime interviste Drocco. La riproponiamo qui sotto.

L’INTERVISTA Sulla sua scrivania, in bella mostra, un articolo di Pierluigi Battista – Consumare è democratico – la dice subito lunga sul pensiero di Giancarlo Drocco, presidente della sempreverde Associazione commercianti albesi. Come tutti, anche l’Aca potrebbe segnare un po’ di affanno di questi tempi, ma il Presidente non molla la presa di un millimetro e continua a battere sul chiodo: superare la crisi. Per dirla con l’editorialista del Corriere della sera, spiega – porgendo copia – «i consumi devono ripartire: ma i teorici dell’anticonsumismo li demonizzano, considerando la soddisfazione che generano come un paradiso artificiale. Eppure la “decrescita felice” significa tristezza sociale. I consumi invece generano lavoro, stimolano la creatività e permettono a tutti di partecipare al benessere complessivo del Paese».

È morto oggi Giancarlo Drocco, storico presidente e leader dell'Aca

Sarà vero – dipende dai punti di vista –, ma la situazione non è affatto facile, Presidente. Non le pare?

«Questo potrà essere l’anno della svolta per l’Italia».

Perché?

«La crisi, che si avverte anche ad Alba, ci ha cambiati e ci ha imposto scelte diverse dal punto di vista dei consumi. Ma noi italiani – e gli albesi, in particolare – abbiamo la capacità di reagire e credo faremo emergere proprio in questa fase la nostra versatilità in fatto di adattamento. Questa è la possibilità che ci è data per scegliere il nostro futuro».

Che cosa ci serve?

«Dal punto di vista sociale occorre un welfaremeno generalizzato, rivolto invece a chi ne ha davvero bisogno. L’emergenza odierna si chiama lavoro, il nodo critico della nostra società. Chi lo perde dev’essere aiutato, l’occupato dev’essere messo in grado di migliorarsi, le famiglie devono disporre dei servizi per permettere alle donne di lavorare».

La politica, quindi, ha sbagliato strada?

«Deve rendersi conto che servono aiuti per le aziende, mirati a sviluppo e lavoro».

Ma ce la faremo?

«Non ci sarà possibile crescere come abbiamo fatto fino a ieri, ma cambiando abitudini e rimettendo in pista la meritocrazia ce la potremo fare».

Che cosa vuol dire, Presidente?

«Devono essere gli italiani a credere nel cambiamento e il Governo che verrà deve aiutarli ad assumere le decisioni necessarie al momento».

Lei pensa che le elezioni di febbraio saranno il punto di svolta?

«È possibile».

La politica è delegittimata, non le pare?

«Sì, eppure il voto di protesta non serve».

Dove sono le persone che le fanno intravedere il cambiamento?

«Dobbiamo partecipare tutti. Dobbiamo cambiare abitudini mentali noi, popolazione, e pure i politici».

L’hanno vista molto interessato ad ascoltare Renzi. Ha sorpreso molti.

«Renzi non è più in campo, anche se spero che le sue idee vengano recuperate dal Pd».

Che ne dice di Monti?

«Si è mosso bene nel rapporto con l’Europa, ma si è preoccupato troppo di equilibri di bilancio, aumentando le imposte in tempo di crisi. Forse avrebbe potuto occuparsi più di lavoro che di far calare lo spread».

Non lo voterà?

«Vedrò che cosa propone. Se pensa, ad esempio, di allentare la presa sul fisco, puntando a economia e welfare».

Veniamo ad Alba. Che succede in città?

«L’impressione è che l’area abbia sopportato meglio del Paese la crisi. Nel tempo abbiamo saputo sviluppare capacità imprenditoriali diverse, abbiamo creduto nella meritocrazia, nella norma i rapporti tra impresa e addetti sono stati improntati a correttezza, l’utilizzo della cassa integrazione è ancora limitato, il turismo cresce. Esistono pure qui problemi, anche gravi. Ed è una pugnalata al cuore ascoltare cinquantenni che non trovano lavoro e che non si riesce ad aiutare, ma l’economia ha mantenuto un trend accettabile. La situazione appare invece differente in aree limitrofe, da Asti a Torino».

Sono impressioni o ha numeri in mano?

«Abbiamo un osservatorio che misura i consumi attraverso quaranta aziende commerciali. I dati ci dicono che il 2012 non è stato del tutto negativo e i primi assaggi dei saldi confermano la lettura: l’abbigliamento non si riprende, ma le calzature – per fare un esempio – incrementano le vendite e l’alimentare non cede. Per attirare la clientela la grande distribuzione sforna offerte a gettito continuo e la piccola impresa offre servizi integrativi. Fino a marzo, comunque, credo che il periodo economico sarà difficile».

Ci sono delle iniziative allo studio?

«Siamo in dirittura d’arrivo per la rimodulazione della carta sconti (la family card), che sarà offerta a una più vasta platea di consumatori, con la partecipazione di un maggior numero di aziende».

Sarà diretta a tutti gli over 65, come si pensa?

«Sì, credo di sì».

E il 2013 come lo vede?

«Ho sentore che qualcosa potrebbe cambiare. Cambierà, se riusciremo a mettere insieme la tradizionale capacità italiana ad adattarsi e qualche nuova proposta da parte del Governo. La politica è utile se rispetta le persone ed è concepita seriamente».

Che cosa dovrebbe fare il Governo?

«Su base nazionale e locale è prioritario il lavoro: significa, cioè, dare il via a quanti più cantieri possibile».

Maria Grazia Olivero

Banner Gazzetta d'Alba