Piano regolatore: sprint finale a settembre

Allora, Sindaco, a quando l’approvazione del Piano in Consiglio?

«In cuor mio non ho ancora perso la speranza per fine luglio, ma ragionevolmente penso che si andrà a settembre».

Come mai questo ritardo?

«Il lavoro si è rivelato impegnativo: poteva essere affrontato sbrigativamente confermando in toto il progetto preliminare e invece abbiamo voluto prendere in considerazione le osservazioni e quel che di buono potevano portare per il miglioramento del Piano e questo ha richiesto tempo. Ma non sono due mesi che cambiano il mondo, se questi servono a fare un lavoro migliore, i cui effetti perdureranno per qualche lustro».

Quali questioni sono state poste con le osservazioni?

«Hanno riguardato la correzione di errori materiali e cartografici, le zone di nuova espansione, normative. Non sono mancati rilievi sulle aree agricole e sulla viabilità. Tanto per citare alcuni temi».

Che cosa avete deciso?

«Gli architetti dello studio Benevolo hanno risposto, seguendo una logica oggettiva ancorata ai criteri ispiratori del Piano. In altre parole, le controdeduzioni debbono essere coerenti con l’impianto originario del Prg, senza stravolgerlo ma anzi migliorandone l’efficacia».

Si spieghi meglio.

«Le faccio alcuni esempi. Partendo dalle osservazioni si renderà meno rigida la disciplina delle aree “C interstiziali”e si sono ridefiniti alcuni “ambiti speciali”, consentendo una maggiore elasticità degli interventi. Sotto il profilo normativo si stanno puntualizzando anche alcune norme riguardanti sia le parti edificate che quelle agricole. Molto importante, proprio sulla base di alcune osservazioni, è il regolamento energetico, che deve incentivare gli interventi di efficientamento del tessuto edilizio esistente, fatto che renderà il nostro Piano al passo con i tempi e aiuterà a riqualificare nella direzione del risparmio energetico la città».

Quando arriverà in Commissione urbanistica il Prg?

«Nei prossimi giorni e settimane si discuterà di Piano».

L’opposizione l’ha accusata di ritardi e scarsa trasparenza. Che risponde?

«Non credo che chi in dieci anni non è riuscito ad approvare il progetto preliminare del Piano possa muovere censure a chi in meno di tre anni lo avrà fatto. Ricordo che, grazie ai ricorsi al Tar sul premio di maggioranza, ho potuto iniziare a lavorare serenamente sul Prg solo nell’aprile 2010, dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ci ha dato ragione. Quanto al resto, l’opposizione ha scelto di non partecipare all’approvazione del Piano lo scorso luglio, con grande sconcerto anche dell’ex sindaco Rossetto, mettendosi così in un angolo. È difficile recuperare autorevolezza, quando si è abbandonata l’aula».

Si sente soddisfatto?
«Lo sarò quando avremo portato a termine il lavoro. Contento sì, lo sono, perché la città avrà un buon Piano regolatore, che la orienterà nei prossimi decenni in modo intelligente e ordinato».

E le grandi aree industriali da riconvertire?

«Se si riferisce all’ambito speciale Vestebene di via Santa Barbara, qui stiamo prendendo in considerazione l’istanza pervenuta dalla proprietà. L’industria, contrariamente a quanto prospettato negli anni passati, anche in ragione della difficile congiuntura economica, non intende allo stato rilocalizzarsi in corso Asti. Stiamo allora valutando una ristrutturazione generale dell’area che preveda in parte il mantenimento dell’attività e in parte una riconversione in senso residenziale-terziario, con una apertura importante al resto della città».

La rilocalizzazione avrebbe garantito il passaggio della variante Est, vero?

«Ci interessa comunque garantire il varco per il passaggio della variante Est pedecollinare del Cherasca anche nella mutata condizione».

La viabilità resta un nodo critico in città?

«Il progetto definitivo del Prg confermerà i molti varchi previsti per consentire in futuro la progettazione e la realizzazione di nuove strade. Non escludo che, concluso l’iter di questo progetto, si possano introdurre nuovi varchi che alcune osservazioni hanno prospettato. Salvaguardare gli spazi per far passare infrastrutture è uno dei compiti più importanti di un piano».

Maria Grazia Olivero