90 mila euro per potenziare il Sistema museale urbano

CULTURA Il Sistema museale urbano della Città di Bra piace anche alla Compagnia di San Paolo, la fondazione bancaria ha infatti destinato 90 mila euro per il suo sviluppo. «Il Sistema museale urbano è una rete, formata da enti pubblici e privati, per migliorare la gestione dei musei e dei beni culturali presenti sul territorio», spiega l’assessore comunale alla cultura Biagio Conterno, «che favorisce la fruizione delle strutture da parte dei turisti. Non si tratta di una nuova realtà, ma di un progetto condiviso tra 32 partner pubblici e privati. Musei come centri di interpretazione del territorio, come luoghi aperti per la comunità». Sono dieci le strutture che fanno parte del circuito di visita all’interno della città e del suo territorio: il museo civico Craveri di storia naturale; il Museo civico di archeologia, storia e arte di palazzo Traversa; il Museo del giocattolo; palazzo Mathis; la Zizzola; la Casa natale del santo Cottolengo; il percorso di iconografia sacra; il sito archeologico di Pollenzo; la Banca del vino di Pollenzo; il Museo della bicicletta. «Questa nuova offerta turistica, attiva dalla primavera scorsa, ha riscosso un ottimo successo tra i visitatori della nostra città», aggiunge l’assessore Conterno. «Per questo devo ringraziare in particolare il funzionario comunale Fabio Curti, i direttori e il personale dei musei civici e la dirigente Marinella Masini». Il progetto del Sistema museale urbano della Città di Bra aveva già ottenuto un finanziamento dalla Regione Piemonte. Questo nuovo contributo della Compagnia di San Paolo (l’unico erogato a un Comune in provincia di Cuneo) consentirà di investire nuove risorse nella diffusione della conoscenza del patrimonio museale e storicoartistico braidese. Il progetto punta a condividere, tra Comune e privati, la promozione e l’animazione di eventi, l’organizzazione di servizi e a migliorare il radicamento sul territorio, a partire dal coinvolgimento delle scuole. L’obiettivo è anche quello di dare vita al “museo fuori dal museo”, cioè a un museo che esce dalle sale di esposizione per andare sul territorio.

Diego Lanzardo