Il Germoglio del premio Bottari Lattes Grinzane

Emmanuel Carrère con Limonov (Adelphi),ChadHarbach con L’arte di vivere in difesa (Rizzoli), Melania GaiaMazzucco con Limbo (Einaudi), Ugo Riccarelli con L’amore graffia il mondo (Mondadori) e Zeruya Shalev con Quel che resta della vita (Feltrinelli) sono i finalisti della terza edizione del premio Bottari Lattes Grinzane. Sabato scorso nel teatro Giorgio Busca di Alba la giuria presieduta da Giorgio Barberi Squarotti e composta da Valter Boggione, Gian Arturo Ferrari, Paolo Mauri, Bruno Quaranta, Lidia Ravera, Giovanni Santambrogio, Serena Vitale e Sebastiano Vassalliha comunicato la propria scelta tra le 110 opere presentate per concorrere, provenienti da dieci nazioni di quattro continenti. Alla cerimonia condotta dal giornalista della Rai Carlo Cerratohanno partecipato molti studenti delle scuole superiori albesi, alcuni dei quali membri delle giurie scolastiche, alle quali passa il testimone per individuare il “supervincitore”.

Saranno 180 i ragazzi che leggeranno e discuteranno i romanzi finalisti. A ottobre sarà comunicato il prescelto, alquale andràun premio di 2.500 euro, oltre i 2.500 destinati a ciascuno dei finalisti. Le scuole coinvolte sono i licei Leonardo Cocito di Alba, Enrico Fermi di Bari, GiolittiGandino di Bra, Giuseppina Turrisi Colonna di Catania, Silvio Pellico di Cuneo, Andrea D’Oria di Genova, Gioacchino da Fiore di Rende, Virgilio di Roma, Enea Silvio Piccolomini di Siena, Massimo D’Azeglio di Torino, Benedetti di Venezia e il liceo Edoardo Amaldi di Barcellona. A ottobre i giovani giurati parteciperanno a incontri e laboratori per confrontarsi con i cinque scrittori. E nel corso della cerimonia di premiazione, al teatro Carignano di Torino il 12 ottobre, esprimeranno il loro voto in diretta.

Ai ragazzi è andato l’appello della presidente della Fondazione, Caterina Bottari Lattes: «Leggete, pensate e appoggiatevi alla cultura per acquisire un occhio critico e dare un contributo alla ricostruzione di questo Paese in rovina». Il vicepresidente Adolfo Ivaldi ha rilevato il legame del premio con l’albese e la partecipazione dei giovani, in base allo spirito originario del Grinzane, creato da don Meotto, in continuità con il quale, tre anni fa, è nato il Bottari Lattes Grinzane. Su questi valori ha insistito anche Paola Farinetti, assessore di Alba: «I giovani giurati sapranno giudicare il piacere della parola scritta senza pregiudizi». Di piacere legato ai libri parla anche Lidia Ravera, nuovo assessore alla cultura del Lazio: «Bisogna allontanare dai giovani l’idea che leggere sia un dovere: è piacere puro. La lettura ci rende più forti nell’affrontare la vita, la quale altrimenti sarebbe noiosa e triste».

I ragazzi del liceo Giolitti-Gandino di Bra

La giuria ha rivelato il nome del vincitore della sezione La Quercia. Si tratta di Alberto Arbasino per il romanzo L’ingegnere in blu, uscito nel 2008 per Adelphi e dedicato a Carlo Emilio Gadda. La sezione è dedicata al pittore, editore e scrittore Mario Lattes e segnala l’opera di un autore affermato.

Al termine della cerimonia il presidente emerito della Corte costituzionale Gustavo Zagrebelsky, in vista di Biennale Democrazia (dal 10 al 14 aprile a Torino), ha introdotto lo studio per Emilio o Utopia 250*, documentario – tra lezione e spettacolo – sui temi dell’educazione e della cittadinanza ispirato al romanzo Emilio di Jean Jacques Rousseau del quale si celebrano i 250 anni. Un’anteprima è stata messa in scena da ForMattArt, i quali hanno coinvolto i ragazzi in un confronto.

Elisa Pira