La fondazione Crc aggiorna statuto e regolamenti

Il presidente della fondazione Crc Ezio Falco

CUNEO Il Consiglio generale della fondazione Crc ha approvato, nella seduta del 7 luglio 2014, ulteriori modifiche allo statuto e tre nuovi regolamenti: il regolamento designazioni e nomine negli organi della Fondazione, il regolamento funzionamento della governance e il regolamento nomine nelle partecipate dalla Fondazione. Nella precedente riunione del 9 giugno erano stati approvati il Regolamento Attività istituzionali e il Regolamento Gestione del Patrimonio.

Due sono le novità principali inserite nello statuto: l’introduzione di un limite d’età per i componenti del Consiglio generale e del Collegio sindacale (75 anni) e del Consiglio di amministrazione (70 anni); la selezione attraverso bando, pubblicato sul sito internet della Fondazione, del Consigliere generale in ambito sportivo (fino all’attuale mandato designato dal Comitato provinciale di Cuneo del Coni, venuto meno dal 2013). A fianco di queste, è stato inoltre rafforzato il profilo tecnico dei candidati al Collegio sindacale, che dovranno essere iscritti al registro dei revisori legali e nell’albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili.

Numerose poi le novità inserite nei cinque regolamenti, che sono pubblicati e disponibili sul sito www.fondazionecrc.it. Per quanto riguarda le designazioni e le nomine negli organi della Fondazione, viene introdotta la norma per cui chi intenda candidarsi a presidente della fondazione CRC dovrà presentare un programma di mandato − che indichi obiettivi, priorità e lista di componenti il Consiglio d’amministrazione, tra cui dev’essere presente almeno una persona con esperienza in campo finanziario – e ottenere l’adesione di almeno un terzo dei consiglieri generali. Per quanto riguarda la designazione e le nomine nelle partecipate dalla Fondazione, sono stati introdotti requisiti più stringenti riguardo alla professionalità e i possibili conflitti d’interesse dei candidati, che non potranno ricoprire, contemporaneamente, più incarichi su designazione della Fondazione né essere indicati per più di 3 mandati, o per un periodo complessivo superiore ai 9 anni. Anche per loro, come già per il Consiglio d’amministrazione della Fondazione, è prevista un’età massima di 70 anni. Per quanto riguarda il funzionamento della Governance, sono stati regolamentati in modo più puntuale rapporti tra i vari organi della Fondazione. È stata istituita la Commissione per la remunerazione degli organi: avrà il compito di formulare al Consiglio generale valutazioni e proposte rispetto ai compensi spettanti ai componenti del Consiglio generale, del Consiglio d’amministrazione e del Collegio sindacale. Il compenso percepito da ciascuno di loro, insieme con il curriculum vitae e i dati sulle presenze alle riunioni degli organi, sarà reso pubblico sul sito Internet della Fondazione.

È stata inoltre istituita la Commissione di valutazione per le nomine, che si occuperà di verificare l’eleggibilità dei candidati designati dagli enti del territorio per il Consiglio generale e di selezionare le candidature pervenute alla Fondazione, per i posti di Consigliere generale messi a bando. Sono inoltre state confermate le Commissioni consultive del Consiglio generale, che operano sui vari settori d’intervento della Fondazione (attualmente sono quattro). Per quanto riguarda la gestione del patrimonio, si è ribadita l’importanza della diversificazione degli investimenti al fine di salvaguardare il patrimonio, con l’introduzione di un limite massimo per gli investimenti azionari. È stata inoltre prevista la possibilità di istituire, da parte del Consiglio generale, la Commissione consultiva per la gestione del patrimonio – che avrà il compito di monitorare l’attività d’investimento della Fondazione – e, da parte del Consiglio d’amministrazione, il Comitato investimenti, con responsabilità e deleghe da definirsi.

Per quanto riguarda l’attività istituzionale, sono state sistematizzate le prassi degli ultimi anni, con il consolidamento e il rafforzamento dell’attività proattiva della Fondazione, in particolare attraverso i progetti propri e i bandi. A fianco di questo, per quanto riguarda l’attività erogativa, è stata rafforzata la programmazione (documenti programmatici annuali e pluriennali), previste regole di ammissibilità più stringenti e istruttorie basate su criteri stabiliti, garantita trasparenza nella comunicazione, introdotti il monitoraggio e la valutazione dei risultati e, infine, migliorata l’attività di rendicontazione.

I tre regolamenti approvati entreranno in vigore il 1° settembre 2014, mentre il Regolamento gestione del patrimonio è già in vigore dallo scorso 1° luglio 2014 e il regolamento per le attività istituzionali sarà valido dal 1° gennaio 2015, per non interferire con l’annualità erogativa in corso.

Commenta il presidente Ezio Falco: «Con l’approvazione da parte dell’Acri della Carta delle fondazioni, ci eravamo impegnati nell’aprile 2012 a dare attuazione ai suoi principi e criteri, attraverso gli opportuni passaggi istituzionali. Oggi, la fondazione Crc completa questo impegno, portando a compimento un lavoro iniziato nel 2013 con la revisione dello statuto e concluso con l’approvazione di cinque regolamenti. Le modifiche apportate, che sono state proposte al Consiglio generale da un’apposita commissione interna, garantiranno nei prossimi anni non solo una migliore funzionalità della Fondazione, ma anche una più attenta calibrazione dei costi e un ricambio generazionale negli incarichi».