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Buoni servizi e tasse onerose: il voto è 8,4

ALBA Le finanze e i servizi di Alba? Tra i più virtuosi d’Italia. La capitale delle Langhe ottiene un voto di 8,4 nelle attese (e temute) pagelle del Ministero del tesoro pubblicate sul portale opencivitas.it: una serie di giudizi e valutazioni pubblicate ogni tre anni che valutano modelli matematici confrontando la spesa storica, l’ammontare effettivamente speso dal Comune in dodici mesi per garantire i servizi al cittadino con un fabbisogno standard, le necessità finanziarie in base alle caratteristiche territoriali e agli aspetti sociodemografici. Il livello quantitativo delle prestazioni, da 1 a 10 con le stellette, misura la capacità di erogare i servizi richiesti, tenendo conto della spesa e dello standard per realtà simili.

I voti non sono un esercizio, ma assumeranno un valore enorme, perché saranno la base per ripartire il 40% del Fondo di solidarietà comunale. Fondo che per Alba, da sempre virtuosa, ha comportato costi ingenti e che ora potrebbe rivelarsi invece foriero di soddisfazioni per diverse migliaia di euro.

il penultimo rapporto Opencivitas pubblicato nel 2013 e relativo al 2010 assegnava al Comune una votazione di 5,2. Tre anni più tardi la città ottiene un lusinghiero 8,4, voto molto alto, che posiziona la capitale delle Langhe ai vertici italiani in questa particolare classifica.  La spesa standard del Comune nel 2013 si attesta a 17 milioni di euro contro i 21,5 milioni del fabbisogno medio del resto d’Italia. La città, in sostanza, per offrire gli stessi servizi degli altri Comuni spende in media 4,5 milioni di euro in meno (nel 2010 erano “solo” 1,2 milioni di euro in meno).

Le note dolenti del rapporto arrivano dai tributi, alti oltre quello che sarebbe il fabbisogno, vista la virtuosità delle casse comunali. 168mila euro risulta essere l’eccedenza secondo i dati del Ministero che gli albesi hanno dovuto pagare per l’introduzione del Patto di stabilità che ha bloccato l’avanzo di amministrazione per anni. Stesso discorso per il servizio di Polizia locale: l’impossibilità di assumere altro personale ha portato il Comune a spendere il 14% in meno di quello che sarebbe il fabbisogno.

Tra le spese, l’unica a non raggiungere la sufficienza è relativa all’esborso per la viabilità (costruzione o rifacimento strade) che nel 2013 è costata 431mila in più del fabbisogno. Tra gli altri dati ad emergere è l’oculatezza in ogni settore della vita pubblica. Il numero più eclatante è relativo all’ufficio tecnico, che nel 2010 costava 757mila euro con una maggiore spesa rispetto al fabbisogno del 27% e nel 2013 è sceso a 342mila euro, quasi il 50% in meno di quello che era indicato come fabbisogno.

Il Comune di Alba è riuscito, risparmiando oltre 4 milioni di euro, a mantenere un livello di servizi adeguato? Secondo il Ministero sì e anche bene visti i voti in quasi tutte le categorie prese in esame. Il contraltare è facile da intuire, analizzando il dato degli asili nido, per cui la spesa è stata di 320mila euro e il fabbisogno di 860mila, o il -32% per il sociale e il -29% per l’istruzione in confronto al fabbisogno.

L’abilità del Municipio albese è stata di fare necessità virtù, ma se i voti del Ministero dovessero portare fondi per investire proprio nel sociale o nelle scuole c’è da scommettere che dalle parti di piazza Duomo nessuno avrà da eccepire alcunché.

Marcello Pasquero