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L’Unità pastorale 50 propone la festa delle sue parrocchie

BRA “Piazza il futuro” è la festa di tutte le parrocchie dell’Unità pastorale 50 (Bra, Bandito e Sanfrè). Una manifestazione che vuole essere segno di speranza in un momento di grande incertezza non solo economica, ma soprattutto di valori. Per questo le parrocchie scendono tra la gente, uscendo dalle sacrestie, per dire a tutti di non rassegnarsi, di confrontarsi per essere insieme, credenti e no, portatori di speranza.
Le parrocchie uniscono le loro forze per offrire momenti di gioco, animazione, enogastronomia, cultura, riflessione e preghiera.
Spiega don Giorgio Garrone, moderatore dell’Unità pastorale 50: «Questa è la quinta edizione. La festa inizierà venerdì 16 giugno e terminerà domenica 18. Il tema di quest’anno è “Il contatto”, prendendo spunto da una frase del poeta Khalil Gibran: “Se la tua mano tocca la mia ci capiremo”».

Gli appuntamenti saranno in piazza Giolitti

Venerdì si inizierà alle 19 con la cena fast food e il “contatto” sarà con Valentino Merlo, un educatore professionale che tratterà il tema “Oltre il primo contatto”. Alle 21.30 un viaggio nella storia del rock a cura della Periferia band; la serata avrà termine con il momento “Intorno al fuoco” (come le due serate successive).
Sabato 17, alle 19, cena con la piadina romagnola, il contatto sarà con la compagnia teatrale Assai-Asai con la “Performance comunitaria”; alle 21 il concerto degli Emotion classic & pop quartet.
Domenica 18 la giornata sarà caratterizzata dai saluti a don Gigi Coello, parroco di Sant’Antonino che dopo 14 anni lascerà Bra. La giornata comincerà alle 15 con un torneo di ping-pong e calciobalilla. “Non ricorderai i passi che hai fatto nel cammino, ma le impronte che hai lasciato”, sarà il tema dei saluti a don Gigi. Alle 19 ci sarà il concerto della Banda del Roero e poi la “Cena pugliese in onore di don Gigi” a cura dei soci Coop (è necessario prenotarsi al numero telefonico 373-86.61.561), a cui seguirà lo spettacolo “Corrida amarcord: per 14 anni con noi”.
Lino Ferrero