Smog: da inizio novembre le prime limitazioni ad Alba e Bra

SMOG 31 sforamenti a Bra, 29 ad Alba all’8 ottobre. Dopo anni di tendenza al miglioramento, il 2017 verrà, a meno di stravolgimenti, ricordato come l’Annus horribilis per lo smog a livello nazionale e locale. A inizio anno Gazzetta sottolineava i risultati incoraggianti di Alba e Bra con il record positivo di 38 sforamenti del limite di 50 µg/m3 di Pm10 nell’aria (indicato dall’Oms come dannoso per l’uomo) in tutto il 2016 e 43 nella città della Zizzola, in forte calo rispetto ai 62 sforamenti del 2015.

L’assenza di piogge ha fatto sì che a settembre e ottobre si registrassero numerosi sforamenti nelle due città, in periodi che solitamente vedevano le Pm 10 a livelli sostanzialmente bassi, in attesa del classico picco in occasione dei mesi invernali con l’accensione dei riscaldamenti.

«La situazione nella nostra città non può essere paragonata a quella torinese, ma il comune di Alba correrà ai ripari, partendo da  martedì 24 ottobre, seguendo le indicazioni della giunta regionale piemontese che ha approvato il primo pacchetto di misure antismog previste dall’Accordo per la qualità dell’aria nel bacino padano», spiega l’assessore all’ambiente del comune di Alba Massimo Scavino che non nasconde le proprie perplessità: «Le misure possono essere utili per la nostra città, ma i dati rilevati quotidianamente dalla Regione si riferiscono sia per Alba che per Bra alla centralina Arpa di Asti, città che mediamente ha una quantità di Pm10 superiore rispetto alle nostre realtà».

L’assessore regionale Alberto Valmaggia aggiunge: «Le misure saranno obbligatorie, per il cuneese, nelle città di Alba e Bra, le uniche con popolazione superiore a 20.000 abitanti della Granda nelle quali risulta superato uno o più dei valori limite del PM10 o del biossido di azoto (NO2) per almeno 3 anni anche non consecutivi. L’adozione delle prime misure è il primo tassello verso un approccio condiviso alla risoluzione del problema dell’inquinamento atmosferico».

A fare fede sarà il semaforo dello smog che prevede dopo 4 sforamenti consecutivi, nel periodo che va dal primo ottobre al 31 marzo, il blocco della circolazione nell’area urbana alle autovetture private di classe Euro 3 diesel o inferiori dalle 8.30 alle 18.30 e dei veicoli commerciali di classe emissiva euro 2 diesel o inferiori dalle 8.30 alle 12.30. Dopo 10 sforamenti consecutivi il divieto di circolazione viene esteso ai veicoli Euro 4 commerciali nella fascia oraria 8.30 – 18.30 con divieto anche agli Euro 4 dalle 8.30 alle 12.30.

Le misure temporanee faranno da preludio all’applicazione effettiva delle limitazioni (dal primo ottobre al 31 marzo di ogni anno) a partire dalla categoria “Euro 4” entro il primo ottobre 2020 e alla categoria “Euro 5” entro il primo ottobre 2025.

Oltre che alla circolazione veicolare sono previste misure che limitino l’utilizzo delle biomasse per il riscaldamento e regolano al ribasso le temperature medie delle abitazioni private e degli esercizi commerciali a 19° con tolleranza di 2° C. Si tratta di una piccola guerra alle biomasse, ritenute, dall’Arpa, le principali colpevoli per gli sforamenti di Pm 10 nei mesi più freddi. Nel regolamento è previsto l’obbligo di utilizzare, a partire dal primo ottobre 2018, nei generatori di calore a pellets di potenza termica nominale inferiore ai 35 kW, pellets certificati che siano realizzati con materiale vegetale prodotto dalla lavorazione esclusivamente meccanica di legno vergine.

Marcello Pasquero