Avevo un fazzoletto azzurro, da Franca Benedusi un’intensa storia di Resistenza

ALBA  Franca Benedusi, autrice langhetta classe 1943, mi accoglie nella sua casa con un sorriso, un caffè e la copia del suo nuovo libro, dal titolo Avevo un fazzoletto azzurro. Un volume che riporta in copertina una tempera di Luigi Carbone e che, a detta dell’autrice, racchiude «una storia complessa, ricca delle emozioni che tutti incontrano durante la vita».

«Ho sempre amato scrivere, ma ho iniziato a farlo come professionista per scherzo», spiega l’autrice. E racconta: «Nel 2003 ho incontrato l’editore di un mensile culturale, che mi ha chiesto di scrivere alcuni racconti. Al tempo mi ero rifiutata, ma una cara amica mi aveva spronata. Avevo scritto il primo, il secondo, il terzo: tutti erano stati pubblicati e avevano riscosso grande successo. Dopo un anno è stato pubblicato il primo libro, dal titolo La luna nuova si nasconde e di lì è iniziato tutto». Una storia che si basa sulla capacità di questa donna di raccontare il mondo delle Langhe e la loro gente. «La mia terra è centrale in tutti i miei libri, come le persone che la popolano. Quando scrivo desidero raccontare fatti realmente accaduti e quasi tutti i personaggi sono ispirati a persone realmente esistite». Il protagonista del libro, edito da Araba Fenice, «è il marito di mia madrina. Conservo ancora il suo diario. La narrazione si svolge in un lungo lasso di tempo, dal 1943 al 2015. Il racconto inizia con il viaggio di un nonno e di una nipote verso Mombarcaro. L’uomo è originario di Ferrara, ma ha vissuto da giovane in alta Langa: il mio racconto è la storia del viaggio e del ricordo, condiviso con la nipote e con altri personaggi, che quest’uomo ha della Resistenza».

L’autrice, privata precocemente dell’amore della figlia Silvia, ha scelto di dedicare proprio a lei il volume. Silvia, inoltre, le ha ispirato il tema centrale del libro. «Non ho nipoti, ma questa storia è nata nel vedere l’amore che mia figlia provò sempre per i propri nonni». Un dolore, quello della perdita, che non l’ha fermata, anche grazie al sostegno delle persone che hanno creduto in lei. «Oltre ai tanti amici che mi sono state vicini e hanno amato i miei scritti, ho sempre avuto grande sostegno da Giorgio Barberi Squarotti, il celebre critico che purtroppo è scomparso quest’anno». Quando le domando se scriverà altri libri, Franca Benedusi è incerta. «La scrittura ti assorbe totalmente e quando si conclude un romanzo non si ha voglia di ricominciare a scriverne un altro. Mi è successo alla fine di ogni libro, ho sempre pensato che fosse l’ultimo, ma poi ho sempre desiderato scriverne un altro. Vedremo se sarà così anche questa volta».

Alessia M. Alloesio