Diecimila visite per il castello di Govone, sito dell’Unesco

GOVONE Per il castello sabaudo di Govone, tutelato dall’Unesco come patrimonio dell’umanità fin dal 1997, il 2017 si è chiuso con un segno positivo: risulta ampiamente superata la quota di 10mila visitatori sfiorata nel 2016.
Un risultato soddisfacente, che ha permesso anche di accrescere le entrate ricavate dalle visite alla struttura e reinvestite in numerosi interventi di restauro.
Nel 2016, infatti, le entrate ammontavano a circa 38mila euro, mentre nel 2017 hanno raggiunto quota 40mila.
«Nel 2018 saranno riaperte la camera di Carlo Alberto, la galleria del gran priore, la galleria Alfieri e il passaggio detto “all’olandese”, che conduceva agli antichi servizi. In seguito allo spostamento della sala del Consiglio, inoltre, presto sarà visitabile anche l’antica biblioteca», commenta il consigliere comunale Luca Malvicino, che prosegue: «Nel corso degli anni ci siamo anche impegnati per migliorare i servizi per i turisti. Oltre all’acquisto delle audio-guide, abbiamo realizzato un itinerario di visita, che ha permesso di migliorare la visitabilità del maniero. Da quest’anno, inoltre, sarà possibile aprire la struttura anche il giovedì e il venerdì grazie ai giovani che hanno scelto di svolgere il proprio servizio civile all’interno della struttura».

L’associazione Govone e il castello festeggia 30 anni di attività

Il 2018 si annuncia indimenticabile anche per il centro di promozione culturale Govone e il castello: l’associazione che gestisce le visite all’interno del maniero, infatti, quest’anno spegnerà le 30 candeline. «Ripensando a questi 30 anni non posso che essere felice della crescita della nostra associazione e del numero di turisti che hanno visitato il castello», racconta la presidente Ornella Ponchione, che aggiunge: «All’inizio non è stato semplice promuovere il castello: ricordo che nel 1992 avevamo ricavato poco più di 500mila lire dalle visite, che avevamo investito nella segnaletica sulla provinciale 231, ancora oggi affissa sulla strada».

Il successo è merito delle tante forze che hanno lavorato unite. «Questa crescita è stata frutto dell’impegno di tante persone, primi fra tutti i 50 volontari dell’associazione che rendono possibili le visite all’interno del castello», commenta Ponchione, che conclude: «È stata fondamentale, inoltre, la collaborazione con l’Amministrazione comunale che, nel corso degli anni, si è sempre dimostrata sensibile nei confronti della promozione e della valorizzazione del castello».

 

Il maniero si aggiudica i maggiori contributi erogati dai Beni culturali

Govone è stato il Comune di Langhe e Roero a essersi aggiudicato il contributo maggiore dal Ministero dei beni e delle attività culturali. Il paese roerino, infatti, ha ricevuto ben 300mila euro per interventi di restauro finalizzati alla prevenzione del rischio sismico nel castello che fu di Carlo Felice.
«A dicembre 2017 abbiamo inoltrato, attraverso la Soprintendenza torinese e l’Assessorato regionale al turismo, la nostra richiesta per l’ottenimento di questi contributi», spiega il sindaco Giampiero Novara. «Siamo molto soddisfatti: gli interventi sul castello sono fondamentali per il buon mantenimento di questa struttura, da anni patrimonio Unesco». Gli interventi saranno presentati ufficialmente nelle prossime settimane. «Ci si concentrerà sul consolidamento strutturale dell’edificio», anticipa il primo cittadino, che prosegue: «In particolare, dovremo mettere in sicurezza i muri esterni e i balaustrini che adornano la facciata». Importanti lavori che andranno ad aggiungersi ad altri restauri già realizzati dal Comune.
«Nelle ultime settimane ci siamo attivati per mettere in sicurezza i muri di cinta del castello», spiega Novara, che riepiloga: «La ditta Gallo di Feisoglio, infatti, ha realizzato un rivestimento in mattoni per il muraglione del centro storico e il consolidamento del cosiddetto “Ponte egizio” (una parte del muro dove, in passato, era posizionata l’entrata del castello, nda)».

Alessia M. Alloesio