Il virus del Nilo è arrivato da noi: un caso di encefalite all’ospedale Carle

Il virus del Nilo è arrivato da noi: in Piemonte è diffuso in quasi tutte le province

MEDICINA Se nell’estate del 2017 i casi erano stati in tutto quattro, nel 2018 la trasmissione del virus West Nile (Wnv) in Italia e nel Sud-Est Europa è iniziata prima rispetto agli anni precedenti – il primo caso umano di infezione nel nostro Paese è stato registrato già il 16 giugno – e all’8 agosto erano già 125 i contagi registrati, con sei morti sospette tra Veneto ed Emilia Romagna. Per il virus, che si diffonde con le punture di zanzara, non esiste vaccino ma nell’80% dei casi la malattia non dà sintomi, mentre nel 20% si traduce in una normale febbre. Meno dell’1% delle persone contagiate può invece essere colpita da una meningoencefalite, e il virus è letale solo in pazienti già debilitati o anziani, come le quattro vittime di quest’estate.

L’Istituto Zooprofilattico del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta ha riscontrato anche da noi la circolazione del virus in quasi tutte le province; nella Granda si è registrato finora un caso di encefalite da West Nile in un 66enne di Fossano, dimesso il 21 agosto dall’ospedale Carle.

I dati aggiornati sono disponibili nel bollettino del portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica Epicentro dell’Istituto superiore di sanità (http://www.epicentro.iss.it/; ulteriori informazioni si trovano sul sito del Servizio di riferimento regionale di epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive (Seremi), il servizio di riferimento dell’Assessorato alla sanità della Regione Piemonte per le attività di amministrazione, indirizzo e pianificazione in materia di infezioni e per le emergenze infettive (https://www.seremi.it).

In Italia, la sorveglianza epidemiologica dei casi umani di malattia da virus West Nile è regolata dal Piano nazionale integrato di sorveglianza e risposta ai virus West Nile e Usutu – 2018  pubblicato dal ministero della Salute. In Piemonte è attivo un piano, predisposto sulla base di quanto previsto dalle circolari ministeriali e da provvedimenti regionali già emanati in materia, che dà indicazioni organizzative e operative rispetto a tutti gli interventi che vengono programmati in Piemonte per il controllo della diffusione delle cosiddette arbovirosi, di cui fanno parte anche Dengue, Chikungunya, Zika. Punti chiave della strategia di prevenzione sono la sorveglianza dei casi umani, per intraprendere le specifiche misure di controllo, la sorveglianza entomologica e la lotta al vettore.

a.r.

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