Le intossicazioni da cibo nascono spesso nel frigorifero di casa

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ALBA Il tema del controllo, della prevenzione e della tutela degli alimenti è tornato prepotentemente alla ribalta nelle settimane scorse con il caso del batterio listeria, che ha costretto il ritiro dal commercio di un lotto di minestrone surgelato. Poi il batterio della legionella, che ha provocato tre decessi in Lombardia, in quella che sembra un’epidemia.
Il Rotary club Alba ha approfondito il tema con Lucia Decastelli, responsabile del laboratorio controllo alimenti dell’Istituto zooprofilattico sperimentale di Torino. «L’Europa gode di un grande vantaggio in termini di prevenzione e controllo degli alimenti, in quanto tutta la filiera è monitorata», ha spiegato Decastelli. «Diverso il caso degli Stati Uniti dove la verifica viene effettuato solo sul prodotto finito».
Il lavoro principale degli istituti zooprofilattici è nel campo della sicurezza alimentare e consiste nell’evitare che i pericoli biologici, chimici e fisici arrivino nel piatto, nonché nel prevenire la trasmissione di malattie dagli alimenti all’uomo.
Nel 2017 la sicurezza alimentare in Piemonte è stata garantita da oltre un milione di analisi su campioni, che hanno restituito un dato di non conformità dell’1 per cento. Nel chiudere l’intervento la referente del controllo alimenti ha ricordato come circa il 40 per cento delle tossinfezioni e contaminazioni sia di origine domestica: «È quindi necessario essere attenti a utilizzare consapevolmente il frigorifero per una corretta conservazione degli alimenti, evitando ad esempio le contaminazioni tra contenitori ed effettuando una pulizia periodica dell’interno dell’elettrodomestico». <EM>Negli stati europei vengono tenute sotto stretta osservazione le allerte che riguardano la frutta a guscio: nel 2017 si sono registrate 45 allerte, delle quali 26 provenienti da un paese dell’Unione.
«Il nostro sistema di prevenzione ha una filiera molto serrata», ha confermato Piero Maimone, direttore del servizio di prevenzione igiene e alimenti dell’Asl Cn2. «La tradizione alimentare italiana è legata a modi di lavorare che tutelano abbastanza il consumatore, il quale gode di un potere fortissimo: quello del non-acquisto di un prodotto».
L’Istituto zooprofilattico di Torino ha un protocollo di intesa con il Banco alimentare del capoluogo per il recupero dei campioni alimentari inutilizzati. In precedenza queste derrate venivano eliminate; oggi a Torino vengono recuperati oltre 600 chili di prodotti alimentari.

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