Moscato, Asti spumante e secco tra luci e ombre

Moscato: per i vigneti serve maggior tutela

SANTO STEFANO BELBO Riflettori puntati sul Moscato e sulle complesse vicende, a carattere tecnico e soprattutto sociale, che contraddistinguono la sua antica e complessa storia tra i 52 Comuni e le tre province – Cuneo, Asti, Alessandria – comprese nella zona di origine della Docg. Il Centro pavesiano museo casa natale, guidato da Luigi Gatti, in collaborazione con il Coordinamento terre del Moscato (Ctm) presieduto da Giovanni Bosco, organizza, per sabato 8 dicembre alle 10 nel salone di via Bruno Caccia l’incontro dedicato al tema “Asti secco, bottiglia di successo o mezzo fiasco?”.

Tra gli invitati, oltre ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali e delle associazioni di categoria, Luigino Icardi, presidente dell’Associazione dei Comuni del Moscato; Romano Dogliotti e Giorgio Bosticco, presidente e direttore del Consorzio dell’Asti e del Moscato d’Asti; l’enologo e collaboratore di Gazzetta d’Alba Lorenzo Tablino.

L’argomento della mattinata è posto in maniera provocatoria: perciò è atteso un dibattito interessante e approfondito. C’è molta attenzione, soprattutto tra i viticoltori – che da sempre rappresentano l’anello più debole del mondo del Moscato – ai dati di vendita di quest’anno. Da un’analisi dei mercati, interno e internazionale, emergono indicazioni contraddittorie. La più preoccupante è la flessione del Moscato d’Asti: almeno un milione di bottiglie in meno rispetto al 2017. Un calo serio in quanto si registra dopo anni di crescita continua e consistente del prodotto.

L’auspicio di tutti è di un recupero delle vendite nelle ultime settimane prima del Natale. Notizie positive per quanto riguarda il settore dell’Asti spumante, con una crescita sui mercati di oltre due milioni di bottiglie, mentre non sono esaltanti quelle che riguardano invece la nuova tipologia Asti secco: non a caso presa per argomento principale dell’incontro. I numeri delle vendite sono a quota ottocentomila bottiglie circa, dato sul quale ogni commento è superfluo. I dati menzionati – forniti dal Ctm – si riferiscono al periodo dal 1° gennaio al 15 novembre di quest’anno. Per una valutazione più attenta occorrerà, ovviamente, attendere la fine di dicembre.

Nel corso dell’incontro Tablino terrà la sua consueta relazione sulle tradizioni e sulla storia delle terre del Moscato: «Quest’anno il tema riguarda l’innovativo sistema di vinificazione e spumantizzazione del Moscato d’Asti e dell’Asti spumante messo a punto da Giuseppe Crestodina e da Livio Testa per la vendemmia del 1964 a Fontanafredda: rispetto alla tradizione, esso significava l’introduzione di un nuovo processo di vinificazione e conservazione del Moscato d’Asti a cinque gradi alcol, con meno acetaldeidi, minor solforosa e maggiori terpeni liberi»

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