Venduta all’asta la casa di riposo della fondazione Don Borgna

ALBARETTO DELLA TORRE Nei giorni scorsi è stato scritto un altro capitolo (forse quello definitivo) della lunga storia della struttura sanitaria residenziale costruita una ventina d’anni fa dalla fondazione Don Borgna all’ingresso del paese. Il grande fabbricato di regione San Bernardo è stato venduto all’asta dal Tribunale di Cuneo per 262mila euro alla Tempus, una società di Savigliano.

Al momento non è possibile ipotizzare quale sarà il futuro di un edificio che pareva ormai destinato a diventare una cattedrale nel deserto. L’oggetto sociale della Tempus è infatti piuttosto ampio e va dall’assunzione, cessione, gestione e amministrazione di altre società «all’acquisto, vendita, permuta, lottizzazione, costruzione, locazione, comodato, amministrazione, gestione e utilizzazione di immobili». Dai documenti della Camera di commercio risulta che, a sua volta, la Tempus è composta da altre due società: la Factotum Srl di Milano, che detiene l’80 per cento del capitale, e la Editio Srl di Torino (20 per cento). La prima opera nel campo della gestione di immobili. La seconda nel settore editoriale librario, anche digitale, in proprio o per conto terzi.

A occuparsi della vendita all’asta è stato il commercialista cuneese Luca De Marchi, che fin dall’inizio ha seguito la controversa vicenda della residenza sanitaria di Albaretto della Torre. De Marchi si è detto soddisfatto per la conclusione della vendita. «Ora il Comune ha una controparte con la quale confrontarsi», afferma De Marchi, aggiungendo che è anche ragionevole pensare a una nuova destinazione d’uso dell’ampio fabbricato, che difficilmente potrà avere un futuro in campo assistenziale.
Una delle ipotesi che circolano è quella di una riconversione a scopo turistico, sull’onda della forte crescita registrata dal settore nella zona dell’alta Langa negli ultimi anni. Per rendere possibile un utilizzo diverso da quello socio-sanitario servirà una variante parziale al Piano regolatore. Peraltro, di una possibile destinazione del fabbricato a scopi turistico-ricettivi si parlava già in una perizia tecnica realizzata nel 2006 dal Tribunale di Cuneo.

La struttura, ultimata nel 2000, è formata da due piani fuori terra e uno seminterrato e ha una superficie complessiva di 5.137 metri quadri. Il progetto iniziale prevedeva 80 posti letto di residenza sanitaria assistenziale per anziani non autosufficienti, ma, se si eccettua un breve periodo, all’inizio degli anni Duemila, in cui è stato attivo un centro diurno in alcuni locali al pianterreno, la struttura non è mai entrata in funzione e nel 2002 è stata chiusa. Quando, nel 2005, è stata dichiarata estinta la fondazione Don Borgna, il Tribunale ha nominato come liquidatore il dottor De Marchi. La struttura di Albaretto era già stata venduta all’asta nel 2010 per un milione e 246 mila euro a una società di Canale, ma l’acquisto non è mai stato formalizzato. Il prezzo di vendita attuale molto più basso è dovuto al fatto che, nel corso degli anni, numerose aste sono andate deserte e, a ogni successivo tentativo di vendita la cifra di partenza veniva abbassata.

Oltre al fabbricato, la fondazione Don Borgna possedeva anche diversi terreni agricoli ad Albaretto e Arguello, che sono già stati venduti negli anni scorsi.

Corrado Olocco