Intesa rilancia su Ubi con 652 milioni. Crc e grandi azionisti dicono sì

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La sede di Brescia di Ubi banca

SISTEMA BANCARIO Intesa Sanpaolo per conquistare Ubi banca rilancia e, oltre alle azioni, mette sul piatto denaro contante: non solo 1,7 azioni ordinarie di Intesa Sanpaolo ogni azione consegnata all’offerta ma anche un corrispettivo in denaro pari a 0,57 euro. Ora l’offerta incorpora un premio del 44,7% rispetto al prezzo dell’azione Ubi banca e il controvalore complessivo è di 4,12 miliardi, di cui 3,47 miliardi quanto al corrispettivo in azioni e 652.242.533 euro in denaro.

«Alla base della nostra decisione c’è la convinzione di come un legame più forte con tutti gli azionisti di Ubi renderà più solida e coesa la nuova realtà, permettendole così di affrontare meglio i nuovi scenari» afferma il Ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina. La decisione tiene in considerazione, spiega la banca, gli effetti del Covid-19, ma anche i conti trimestrali e il nuovo piano industriale di Ubi.

Le nuove condizioni di offerta sono già state analizzate dal Consiglio di amministrazione e dal Consiglio generale della fondazione Cassa di risparmio di Cuneo che detiene il 5,9% di Ubi. Entrambi gli organi, si legge in una  nota, hanno ritenuto all’unanimità che «questi nuovi valori di offerta rappresentino un riconoscimento del valore patrimoniale, organizzativo e commerciale di Ubi banca, valore evidenziato pienamente, anche nell’ultimo periodo, dalle comunicazioni e dalle iniziative del Consiglio di amministrazione della banca stessa».

È di circa 40 milioni di euro l’apporto monetario aggiuntivo per la Fondazione cuneese in base alle nuove condizioni per l’Ops di Intesa Sanpaolo . «Questa cifra (0,57 euro ad azione) sommata al prezzo di mercato raggiunto dal titolo Ubi banca (3,27 euro) porta la Fondazione – si legge nella nota – a effettuare un’operazione positiva rispetto ai valori contabili di carico». L’ente ha inoltre considerato «positivamente» gli impegni, dichiarati pubblicamente da Intesa Sanpaolo in caso di successo dell’offerta, relativi all’organizzazione territoriale della nuova realtà aggregata. Tra questi, ricorda, «l’istituzione, a Cuneo, di una nuova Direzione regionale e di una unità della nuova Impact bank di Intesa Sanpaolo, gli impegni alle assunzioni di giovani a fronte di uscite esclusivamente su base volontaria, il mantenimento delle linee di credito ai clienti comuni di Ubi banca e Intesa Sanpaolo senza alcuna riduzione».

Giandomenico Genta, presidente della fondazione Crc ricorda che «la compattezza degli organi della fondazione Crc ha consentito di ottenere un grande risultato per il nostro territorio».

Dopo il sì già espresso da Cattolica per il suo 1%, la fondazione Monte di Lombardia si è espressa sul suo 4%. Sulla stessa linea è orientato il patto degli azionisti bresciani della banca che raccoglie l’8% del capitale. Tra i piccolissimi azionisti l’offerta ha raccolto, finora, l’adesione del 3,85% del capitale.

Anche con un’offerta migliorata Intesa Sanpaolo conferma per il gruppo risultante dall’operazione un coefficiente patrimoniale Common equity Tier 1 ratio superiore al 13% nel 2021 e un utile netto atteso non inferiore a 5 miliardi di euro nel 2022. Nell’offerta il piano di distribuzione dei dividendi prevede la distribuzione agli azionisti del 75% del risultato netto per l’esercizio 2020 e del 70% per l’esercizio 2021.

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