L’Agenzia del reticolo del Po trova casa nel palagiustizia di Alba

L’Agenzia del reticolo del Po trova casa nel palagiustizia di Alba

ALBA è stata scelta per ospitare la sede decentrata di Aipo, l’Agenzia interregionale per il fiume Po. Sarà la quarta in Piemonte, dopo Casale Monferrato, Alessandria e Torino. L’ufficio di Alba avrà competenza sul corso del Tanaro e degli affluenti, fino alle valli del Cuneese.

L’Aipo è stata istituita nel 2003 con leggi approvate dai Consigli di Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto; raccoglie l’eredità del disciolto Magistrato per il Po, organo creato nel 1956.

Presidente fino a pochi mesi fa, l’assessore regionale Marco Gabusi ha lavorato sottotraccia per arrivare all’apertura di una nuova sede in Piemonte: «Ho operato affinché la Regione fosse centrale nei progetti di salvaguardia e sviluppo del bacino del Po. L’implementazione della presenza di Aipo sarà testimoniata dall’apertura dell’ufficio di Alba. Ciò dimostra quanto sia alto l’interesse verso il bacino idrografico piemontese e per i territori che vi afferiscono».

Il sindaco Carlo Bo aggiunge: «La nostra Amministrazione civica ha lavorato fin da subito per portare servizi importanti in città e, dopo gli uffici di prossimità dei Vigili del fuoco e della Questura, la sede dell’Aipo sarà strategica per il nostro territorio nell’ottica della prevenzione, protezione e gestione del rischio idraulico».

L’attenzione dell’Agenzia interregionale che cura la gestione del reticolo del maggiore bacino idrografico italiano, è rivolta alla sicurezza, al demanio idrico e alla navigazione fluviale. Per queste funzioni, l’Aipo ha tredici sedi (Alba sarà la quattordicesima), da Torino a Rovigo, con una struttura principale a Parma. Il governo dell’Aipo prevede un comitato di alto indirizzo costituito dagli assessori competenti delle quattro regioni che si alternano alla presidenza, con circa 360 dipendenti.

Il direttore Aipo Gianluca Zanichelli commenta per Gazzetta: «Alba è una città baricentrica per coprire parte dell’Astigiano e il Cuneese. L’idea di optare per la città del tartufo bianco è nata dai dialoghi con il presidente Gabusi. Con l’Amministrazione civica si è poi creato il terreno per studiare un progetto e individuare una sede. La nuova apertura è stata approvata all’unanimità dalle quattro Regioni. Per i nuovi uffici l’Aipo procederà a 4 o 5 assunzioni, con l’obiettivo di aprire entro la fine del 2021».

La sede individuata è l’ex tribunale di piazza Medford, dove saranno realizzati gli uffici su una superficie di 250 metri quadrati. L’assessore albese Massimo Reggio aggiunge: «L’Aipo ad Alba è un notevole arricchimento per una città attraversata da un grande fiume e da diversi torrenti. Porterà competenza in tema di sicurezza idraulica e potrà fungere da guida per l’Albese. Ho lavorato per questo risultato e ne sono felicissimo, come penso lo siano le nostre associazioni di Protezione civile, le aziende e i cittadini».

Con la struttura dell’agenzia per il Po la città diventerà in realtà punto di riferimento anche per il monitoraggio dei diversi corsi d’acqua del Cuneese. Frattanto, già a inizio 2021, è previsto il trasferimento nell’ex tribunale della sede dell’Inail, un passaggio che fa il paio con l’apertura nel 2018 degli uffici dell’Inps.

Torna, così, poco per volta a rivivere il complesso giudiziario, soppresso nel 2012 proprio dalla riforma della giustizia. Nei locali di piazza Medford trova già posto l’Ufficio del giudice di pace, primo elemento di un puzzle che si ricompone anno dopo anno e che porterà entro il 2021 a occupare metà della struttura. La nuova riforma della giustizia (in itinere al 2021) se da un lato non esclude del tutto la riapertura dell’ex tribunale, più concretamente potrebbe vedere l’arrivo del Giudice onorario di pace, con competenze molto allargate: a questo punto sarebbe di nuovo al completo l’operatività di piazza Medford.

Marcello Pasquero

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