L’intelligenza artificiale applicata al mondo della parola

LIBRO «La complessità del presente, l’essere in un contesto ipertecnologizzato, il fatto che il digitale stia cambiando il nostro rapporto con la parola, narrata e scritta, il fenomeno delle fake news  e tutta la complessità della galassia digitale, ci impongono di percorrere una via che si faccia carico del linguaggio e della tecnologia come peculiari fenomeni dell’umano»: Paolo Benanti, esperto in neuroscienze e in neurotecnologie, teologo e docente alla Pontificia università gregoriana, in questo saggio ha orientato i suoi studi sull’impatto del digital age, le biotecnologie per il miglioramento umano e la biosicurezza, accompagnando il lettore in un cammino di ricerca nel mondo del linguaggio come tecnologia.

LA GRANDE INVENZIONE
Paolo Benanti
Edizioni San Paolo
256 pagine
19 euro

Il linguaggio non è un semplice strumento di comunicazione, ma è una condizione in cui abitiamo e viviamo. Tanto importante che nemmeno ci facciamo caso. Il linguaggio, come molti aspetti del vivere quotidiano, è pressoché invisibile e sconosciuto nella sua vera natura e la nostra capacità di comunicare è la principale «invenzione» dell’umanità: senza di essa, non saremmo umani.

La rivoluzione dell’informazione orienta verso nuovi orizzonti, nuovi alfabeti, nuovi linguaggi, nuovi strumenti di comunicazione «al di là della stampa cartacea. L’universo digitale appare oggi presente e vicino, efficace e tempestivo, coinvolgente e vincolante». La tesi che anima il percorso è che le tecnologie, a partire da una loro forma specifica, la tecnologia della parola, ci hanno permesso di scrivere e riscrivere il nostro orizzonte.

Allora l’autore si domanda se abbiamo inventato la capacità di inventare: è a questo punto che presenta il Gpt-3, modello di linguaggio (Generative pre-addestrato transformer 3) che sta suscitando la curiosità del grande pubblico: consente di comporre poesie, racconti e canzoni in maniera celere, così reali da far pensare a «prodotti scritti da un essere umano»; la creatività artistica diventa consapevolmente «artificiale» e rende visibile l’invisibile. Le tecniche utilizzate per creare Gpt-3 potrebbero svelare il segreto di un’intelligenza artificiale capace di apportare novità anche al settore della robotica.

Ma dobbiamo ricordare che «anche quando la macchina imita questo suo modo di esistere, mostra inevitabilmente un’ulteriorità umana che non può essere esaurita né contenuta nei suoi artefatti, il cui valore è inestimabile, perché unico», conclude Benanti.

Walter Colombo