Il ministro Garavaglia a Cheese: «Lancerò un Piano del turismo enogastronomico».

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BRA «Per continuare a offrire opportunità turistiche nel nostro bel territorio, nel quale l’enogastronomia è già consolidata, dobbiamo garantire il senso di comunità. Insieme a quella socialità, che era tipicamente nostrana, che si sta perdendo». Così Carlo Petrini, presidente internazionale del movimento della chiocciola, dialogando questa mattina, domenica 19 settembre, con il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, intervenuto a Cheese dopo la collega Fabiana Dadone, presente all’inaugurazione della kermesse dei formaggi a latte crudo. Poi ha aggiunto: «Da noi stanno scomparendo le botteghe, soppiantate dalla grande distribuzione e dal commercio online, e le osterie, al posto delle quali nascono i ristoranti stellati, che la gente comune però non può frequentare. Ma mancano anche i parroci, figura di cui vent’anni fa non avrei certamente parlato, ma che oggi, laddove presente, crea senso di comunità».

Il focus sul turismo enogastronomico, nello spazio allestito nel cortile di Palazzo Garrone, animato dal ministro Garavaglia, da Petrini, da Maurizio Molinari (direttore di Repubblica) e da Luca Ferrua de ilgusto.it, è stato aperto da Roberta Garibaldi, massima esperta di queste tematiche, che ha esordito spiegando come: «Il 70% degli italiani scelgono una meta per i loro viaggi e le vacanze in funzione dell’offerta enogastronomica del luogo che intendo raggiungere. Non solo per degustare poi cibo e vini, ma poi anche per immergersi nell’offerta culturale dei posti che intendono visitare. Su ciò che guida le loro scelte annoveriamo la pizza al primo posto, mentre la seconda posizione è occupata proprio dai formaggi». Il ministro Garavaglia ha aggiunto: «Siamo un Paese fantastico che ha bisogno di organizzarsi meglio. Mi dicono che il Camerun ha un Piano del turismo gastronomico, mentre noi ne siamo ancora sprovvisti. Stiamo lavorando per recuperare questo divario». Ha poi aggiunto: «Noi dobbiamo anche impegnarci per far vivere al turista che viene in Langa e nel Roero, le nostre comunità, farlo sentire accolto e parte integrante della nostra storia, facendogliela conoscere». Maurizio Molinari, che vanta una lunga esperienza di lavoro anche all’estero (Usa e Gerusalemme) ha sottolineato che una peculiarità di questa terra è quella di creare le cose, le situazioni, gli eventi, insomma di produrre risorse interessanti e ambite. Il ministro ha così concluso: «Occorre creare un sistema Paese, prestando attenzione all’equilibrio dei flussi nei vari territori e gestendo, al contempo, una comunicazione capillare».

Valter Manzone

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