Nubi all’orizzonte per la Omlat di Ceresole: l’azienda avrebbe chiesto il concordato preventivo

Nubi all'orizzonte per la Omlat di Ceresole: l'azienda avrebbe chiesto il concordato preventivo
Lo stabilimento Omlat di Ceresole

CERESOLE I prossimi quindici giorni potrebbero essere decisivi per decidere il futuro dei 90 dipendenti della Omlat, l’azienda meccanica specializzata nella produzione di componenti per torni: fonti interne riferiscono che la richiesta di concordato preventivo, avanzata dalla proprietà nei mesi scorsi, sarebbe stata respinta da alcuni creditori. La decisione ultima sarà affidata ai giudici del Tribunale di Asti. Spiega un ex dirigente sindacale: «Nel 2019 una delle banche con le quali i titolari di Omlat avevano contratto un debito per rilevare l’azienda dai soci (nel 2005) ha deciso di vendere la propria quota di passivo a una finanziaria. La proprietà ha ritenuto opportuno, assieme ai creditori e alla parte sindacale, avviare le procedure per il concordato preventivo ed evitare, così, il fallimento». Dopo alcune proroghe si è giunti all’adunanza dei creditori, il 27 settembre: nei giorni passati è scaduto il termine per la votazione che avrebbe avuto esito negativo, per l’opposizione di alcune delle parti coinvolte al piano di risanamento. Il rischio di un fallimento potrebbe coinvolgere, oltre allo stabilimento di Ceresole anche quello di Corneliano: incontri con i sindaci dei due paesi e i vertici delle parti sono previsti nei prossimi giorni.

Davide Gallesio

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