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Le annate 2018 e 2019 delle Docg da Nebbiolo

Le annate 2018 e 2019 delle Docg da Nebbiolo

ENOLOGIA Iniziamo il racconto del vino sintetizzando i caratteri e i volumi dei vini Docg prodotti in Langa e Roero con il vitigno Nebbiolo. Il 1° gennaio sono apparsi sul mercato il Barbaresco 2019 e il Barolo 2018. Il prossimo 1° luglio ci saranno il Roero 2020 e la Riserva 2019.

Ricordiamo i caratteri climatici delle tre annate. 2018: l’inverno è stato mite, accompagnato a gennaio anche da temperature anomale. I rigori si sono fatti sentire tra fine febbraio e fine marzo. Dopo un aprile abbastanza nella norma, a maggio sono giunte piogge copiose. Giugno ha segnato un periodo stabile, seguito da un luglio e un inizio agosto con temperature anche oltre i valori stagionali e scarsi temporali. Buona stabilità si è riscontrata tra la seconda parte di agosto e i primi venti giorni di settembre con un breve intervallo di piogge. Sono seguite temperature più rigide che hanno favorito la sanità delle uve tardive. Tra metà e fine ottobre il clima si è fatto più mite e secco.

2019: nonostante i lunghi periodi di caldo estivi, è stata un’annata continentale, grazie alla frequenza e all’intensità delle piogge. Durante l’inverno si sono alternati periodi rigidi ad altri più miti. Poche le nevicate, concentrate tra metà dicembre e inizio febbraio. Dopo la relativa stabilità di febbraio e marzo, maggiori precipitazioni si sono avute ad aprile e maggio, accompagnate da decisi abbassamenti termici. L’estate si è protratta fino a fine settembre, alternata da importanti precipitazioni che hanno assicurato le riserve idriche nel suolo. L’oculato intervento del viticoltore ha limitato gli effetti degli eventi atmosferici più estremi e ha portato in cantina una vendemmia positiva nei tempi classici per ogni vitigno.

2020: dopo l’ennesimo inverno mite e con poche precipitazioni, la primavera è stata umida, escluso aprile, in gran parte dominato dal bel tempo. A maggio sono prevalse le piogge e temperature inferiori alla media. Anche l’estate ha manifestato un clima alterno, con temperature che hanno superato anche i 30 gradi, con frequenti fenomeni temporaleschi e grandine. Il mese più caldo è stato agosto, con temperature che hanno sfiorato i 34-35 gradi. In settembre e nella prima metà di ottobre si è accentuato il clima autunnale, favorendo così la maturazione anche fenolica dei grappoli.

Il Barolo 2018: l’annata continentale ha portato il clima giusto nei tempi giusti, ma questo ha permesso al viticoltore una conduzione un po’ più rilassata. Per questo ci sono differenze sostanziali da una zona all’altra. In generale, siamo di fronte a un Barolo di bella armonia, notevole ampiezza olfattiva, ma anche maggiore prontezza al consumo. Ma non mancano i vini di bella struttura e pienezza, ottenuti dove i produttori hanno limitato la generosità dell’annata. Quanto ai dati, la superficie vitata rivendicata è stata di 2.149 ettari e la produzione effettiva di 14.377.634 bottiglie, quasi duecentomila in più del 2017.

Vino globalmente più pieno è il Barbaresco 2019: seppure con le differenze da zona a zona, è un vino più compatto e strutturato, ricco di quell’armonia che deriva dalla maggiore pienezza di caratteri. Altra nota da rimarcare è la longevità, che raggiunge livelli notevoli, al punto che qualcuno già in vendemmia si era spinto a paragonarla alla prestigiosa 2016. Nel 2019, la superficie vitata ha raggiunto i 775 ettari e la produzione le 4.915.749 bottiglie, la più elevata di sempre.

Quanto al Roero le annate sono due, il 2019 e il 2020, neanche troppo differenti tra loro. La Riserva 2019 racconta vini verticali, di bella acidità, inizialmente un po’ scontrosi, ma con il tempo destinati a regalare pienezza e sontuosità. Più giovane e di prospettiva è il Roero 2020, globalmente ritenuta un’annata ancora più ricca e longeva rispetto al 2019, in grado cioè di regalare vini di bella pienezza e complessità. Anche i valori produttivi del Roero sono in crescita: i dati ufficiali del 2020 riferiscono di 138 ettari rivendicati e di una produzione intorno alle 946.500 bottiglie.

Giancarlo Montaldo

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