Ciama ’l 112 e altri sette consigli contro le truffe agli anziani (VIDEO)

La campagna promossa dal Comando provinciale per tutelare gli anziani dai raggiri è in dialetto

Ciama ’l 112 e altri sette consigli contro le truffe agli aziani
Giuseppe Santoro, Giuseppe Carubia e Claudio Grosso

ALBA È approdata anche ad Alba all’auditorium della fondazione Ferrero la campagna di sensibilizzazione per contrastare le truffe agli anziani promossa in tutta la Granda dal Comando provinciale dei Carabinieri di Cuneo.

«In queste occasioni parliamo con gli anziani che sono la categoria più esposta a una serie di truffe che riscontriamo essere molto diffuse a livello provinciale. Si tratta di un fenomeno che purtroppo è presente in tutta la regione ed è messo in atto da soggetti piuttosto organizzati», ha spiegato il comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Giuseppe Carubia.

«Sicuramente sono sfruttate le condizioni di solitudine e la disponibilità all’accoglienza che caratterizza i nostri anziani. Presentandosi presso le loro abitazioni spesso riescono a sottrarre alle vittime somme di denaro o beni di ingente valore».

Riscontrata la diffusione del fenomeno, 165 casi in provincia nel 2023, l’Arma ha deciso di non rimanere con le mani in mano, ma di promuovere incontri con gli anziani in parrocchie, Acli, oratori o nelle fondazioni. «In questi mesi stiamo cercando di incontrare gli anziani per parlare loro del fenomeno, fornendo consigli utili per evitare di cadere vittima dei malviventi. Acquisendo le nozioni necessarie a riconoscere una situazione di pericolo potranno tutelare la propria incolumità», ha aggiunto il colonnello Carubia.

I sette consigli utili, scritti nel dialetto piemontese, sono stati raccolti all’interno di un volantino intitolato Contra j’ambreuj ciama ’l 112 (contro l’imbroglio chiama il 112). Molti gli esempi e gli accorgimenti che il comandante provinciale Giuseppe Carubia, il comandante della Compagnia dei Carabinieri di Alba, il capitano Giuseppe Santoro e il maresciallo albese Claudio Grosso, hanno riportato davanti ai molti anziani che hanno deciso di partecipare.

«In questi anni ci siamo accorti che all’azione investigativa deve corrispondere l’incontro e il dialogo con le categorie più esposte. Molto spesso le vittime hanno vergogna di denunciare o semplicemente di raccontarlo ai propri figli, non devono sentirsi in errore o colpevoli di essere vittime di raggiri, noi siamo a loro disposizione», commenta Santoro. I malviventi sono abili a identificare e sfruttare le debolezze del loro interlocutore, entrano facilmente in confidenza e carpiscono le informazioni di cui hanno bisogno per mettere in atto, in un secondo momento, la truffa.

Citare un figlio o un parente in difficoltà è un espediente utilizzato in larga misura per farsi aprire le porte di casa e per ottenere denaro dalla vittima scelta. Non meno diffusi i truffatori che si presentano come operai dell’Enel o del gas o come Forze dell’ordine.

In ogni caso il consiglio dei Carabinieri resta quello di tenere alta l’attenzione, essere diffidenti e gelosi delle proprie informazioni personali e ciamè ‘l 112 (chiamare il 112) in caso di dubbio.

 Elisa Rossanino

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