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Colline Unesco: il 78% dei locali è convinto che siano gli stranieri ad apprezzare di più il riconoscimento

Oggi a Grinzane Cavour, nell'ambito del festeggiamenti del decennale Unesco, si svolge il forum dell'enoturismo, con una ricerca sul tema

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GRINZANE  In occasione del Decennale del riconoscimento UNESCO per i Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, la settima edizione del Food&Wine Tourism Forum affronta nel 2024 i temi della valorizzazione e preservazione dei patrimoni naturali e culturali. 

Un forum itinerante 

Un’edizione itinerante quella del Forum di quest’anno, che dopo il primo appuntamento dello scorso 23 maggio a Pollenzo, oggi fa tappa al castello di Grinzane Cavour. Promosso e organizzato dall’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, il F&W Tourism Forum è diventato negli anni un’occasione di incontro e confronto tra i massimi esperti del settore, per ragionare insieme sui temi più attuali che riguardano il turismo enogastronomico e la sua industria.

Titolo e quindi filo conduttore dell’evento organizzato quest’anno in tre momenti distinti – l’ultimo è in programma il 14 novembre a Canelli – è Re/Action. Perché l’azione oggi è la vera misura del cambiamento, anche nel turismo, e “Agire e Reagire”  è la strada da percorrere.

Per approfondire il tema declinato sui patrimoni naturali e culturali,  ci saranno momenti di incontro e confronto tra ospiti internazionali in rappresentanza in particolare delle regioni vinicole patrimonio dell’Umanità: la Francia con la Borgogna e la regione dello Champagne, per l’Ungheria ci sarà il Tokaj, e ancora l’Alto Douro per il Portogallo e la Valle del Reno per la Germania. Ospiti dall’Italia, poi, Porto Venere Cinque Terre e le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene.

La ricerca per capire il legame tra l’Unesco e il territorio 

Tra gli appuntamenti in programma, un’apertura dei lavori dedicata a una ricerca sulla creazione di valore per il turismo nei siti Patrimonio mondiale dell’umanità realizzata con la supervisione di Guido Guerzoni, professore dell’Università Bocconi e CEO di Formules, incaricato di studiare e misurare gli impatti di lungo periodo in dieci anni di UNESCO.

Lo studio esamina tre diverse tipologie di impatto: sociale, economico-occupazionale e comunicazionale, e ha incluso ben 200 comuni. Di questi, 29 comuni sono quelli interessati dalle sei Core Zone (aree di eccellenza), 72 comuni sono quelli delle due Buffer Zone (aree di protezione delle eccellenze individuate) e 99 comuni sono confinanti con le Buffer (Control Zone).

In sintesi, la ricerca ha analizzato le opinioni degli interlocutori territoriali suddivisi in dieci categorie di stakeholder, ha incrociato diverse fonti statistiche per quantificare l’effetto economico diretto, indiretto e indotto determinato dall’iscrizione, ha stimato il valore economico della copertura mediatica.

Alcune anticipazioni: tra gli impatti più riconosciuti, ci sono la promozione internazionale della cultura enogastronomica piemontese e l’accrescimento della reputazione nazionale e internazionale. Il 78% dei rispondenti concorda infatti nell’affermare che il valore del Sito viene percepito maggiormente dagli esterni rispetto a chi vi risiede. Tuttavia, solo il 49% conosce la precisa collocazione geografica delle sei Core Zone e il 27% dei rispondenti non è consapevole delle ragioni per cui al sito è stato attribuito un eccezionale Valore Universale.

Oggi verranno presentati diversi altri dati, compresi due focus su settore immobiliare e sul turismo (arrivi e presenze, preferenze della domanda, effetti sull’offerta alberghiera ed extra-alberghiera).

Ne parliamo anche qui, con un interviste e la storia dell’Unesco sul territorio.

 

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