di Andrea Olimpi
GIUSTIZIA – Continua a far discutere il caso di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour entrato nel carcere di Bollate dopo che la Corte di Cassazione ha reso definitiva la condanna a 14 anni e 9 mesi per l’uccisione di due rapinatori e il ferimento di un terzo, avvenuti nell’aprile 2021 al termine di una rapina nella sua attività. Nelle ultime ore il dibattito si è ulteriormente acceso tra richieste di grazia, prese di posizione della magistratura e nuovi sviluppi sul fronte dei risarcimenti alle parti civili.
A intervenire è stato il presidente della Regione Piemonte e vicesegretario di Forza Italia, Alberto Cirio, che ha preso posizione durante un convegno ad Asti. «Mario Roggero non è un eroe, ma un uomo che ha sbagliato», ha affermato, sottolineando come la magistratura abbia accertato le responsabilità penali del gioielliere. Allo stesso tempo, Cirio ha ribadito il proprio sostegno all’ordine del giorno presentato in Consiglio regionale per chiedere al Presidente della Repubblica la concessione della grazia. «La grazia è un perdono che si concede a chi ha commesso un errore, non agli innocenti. Roggero è un lavoratore esemplare che si è trovato in una situazione limite, con una pistola puntata contro la figlia. Sono certo che Mattarella saprà comportarsi come un buon padre», ha dichiarato.
Sul clima che si è creato dopo la sentenza è intervenuta anche Chiara Canepa, presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati del Piemonte e della Valle d’Aosta, esprimendo forte preoccupazione per gli attacchi rivolti ai magistrati che hanno seguito il procedimento.
Secondo Canepa, la conferma della condanna da parte della Cassazione rappresenta una “verità processuale” maturata al termine di tutti i gradi di giudizio e nel pieno rispetto delle regole del giusto processo. La presidente dell’Anm ha denunciato la campagna di insulti e minacce apparsa sui social nei confronti dei giudici, parlando di una vera e propria gogna mediatica che rischia di minare i principi dello Stato di diritto.
La magistrata ha inoltre ricordato che il processo si è svolto davanti alla Corte d’Assise, composta non solo da magistrati togati ma anche da giudici popolari, e che le motivazioni della sentenza d’appello avevano già evidenziato come, al momento degli spari, non sussistessero più i presupposti della legittima difesa previsti dall’articolo 52 del Codice penale, circostanza poi confermata dalla decisione definitiva della Cassazione.
Intanto si apre anche il capitolo economico della vicenda. L’avvocato Giuseppe Roberto Caruso, legale di alcune delle parti civili, ha spiegato che Roggero non avrebbe ancora versato le somme stabilite a titolo di provvisionale. Per questo motivo le famiglie dei rapinatori uccisi e gli altri aventi diritto starebbero valutando l’avvio delle procedure esecutive.
«Roggero non ha ancora versato nulla. Molto probabilmente partiremo con i pignoramenti, ha diverse proprietà», ha dichiarato il legale. Tra i beneficiari delle provvisionali figurano i familiari di Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli, i due rapinatori uccisi, oltre ad Alessandro Modica, l’autista della banda rimasto ferito e unico superstite del gruppo.
La vicenda continua così a dividere profondamente l’opinione pubblica. Da una parte c’è chi ritiene che il gioielliere meriti un atto di clemenza per le circostanze eccezionali in cui maturò la tragedia; dall’altra, la magistratura richiama al rispetto delle sentenze definitive e delle regole dello Stato di diritto, mentre sul piano civile resta aperta la questione dei risarcimenti riconosciuti dal tribunale.
