ASTI – Anticipare l’avvio della vendemmia del Moscato d’Asti per far fronte a una maturazione delle uve eccezionalmente precoce. È l’appello lanciato dall’Associazione Comuni del Moscato d’Asti, che raccoglie le preoccupazioni dei viticoltori e chiede ai vinificatori di intervenire rapidamente.
«In seguito ai rilievi compiuti in vigna nelle ultime ore, l’Associazione Comuni del Moscato d’Asti raccoglie le istanze dei viticoltori e si appella ai vinificatori affinché vengano prese misure urgenti attraverso un tempestivo e rapido inizio delle operazioni di vendemmia».
A preoccupare sono soprattutto le condizioni climatiche delle ultime settimane, segnate dalle alte temperature e dalla prolungata assenza di precipitazioni, che stanno mettendo sotto pressione i vigneti.
«La situazione climatica attuale, con alte temperature e assenze di pioggia ormai da settimane, ha portato a un’anticipazione della maturazione mai vista prima per la nostra uva Moscato, con grande stress idrico nei vigneti. Vista la già precaria situazione di reddito che attanaglia il comparto, è espressamente richiesto di non tardare un giorno in più per aprire le cantine ai conferenti. Questo non è soltanto un appello ma un grido di dolore che si alza dalle colline del Moscato d’Asti».
Parallelamente prosegue il lavoro di ricerca sulla resilienza e sulla resistenza dei vigneti. Fondazione Agrion, ente di sperimentazione della Regione Piemonte, in collaborazione con l’Associazione Comuni del Moscato d’Asti e i produttori dei Sorí Eroici, anche quest’anno ha portato avanti la sperimentazione con caolino, reti ombreggianti e ossido di calcio, utilizzati come fotoprotettori e termoregolatori della chioma dei vigneti maggiormente esposti alle temperature elevate.
La ricerca è finanziata da Banca d’Alba e i risultati della sperimentazione saranno presentati nei prossimi mesi.
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