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Autovelox: per un ricorso il giudice di pace fissa l’udienza ad Alba nel 2030

Le assurdità non sono limitate ai tempi eterni di cui abbiamo parlato perché quello del 2030 è il terzo ricorso presentato sulla stessa multa

Autovelox: per un ricorso il giudice di pace fissa l’udienza ad Alba nel 2030

di Giulio Segino

IL CASOLa giustizia in Italia funziona poco e male: non è un modo di dire specie quando si ha in mano una lettera del giudice di pace di Alba, scritta il 3 marzo 2026per convocare le parti all’udienza del 15 gennaio 2030. Millequattrocento e quattordici giorni dopo, in pratica quattro anni.

L’autore del ricorso, che ha appena ricevuto la convocazione, spiega a Gazzetta: «Si tratta di una situazione assurda, relativa a una sanzione dell’autovelox di via Langhe a Cherasco dell’agosto 2022. Quando sarò dal giudice saranno passati quasi otto anni».

Le assurdità del caso, spiega l’automobilista, non sono limitate ai tempi eterni di cui abbiamo parlato perché quello del 2030 è il terzo ricorso presentato sulla stessa multa: «Avevo già fatto ricorso immediatamente rivolgendomi al prefetto di Cuneo, che lo aveva respinto ad aprile 2023».

Certo delle validità delle sue motivazioni, a partire dall’assenza del certificato di omologazione del velox, il multato si rivolge, una prima volta, al giudice di pace di Alba che, in tempi ragionevoli, emette la sentenza, con sorpresa: «Ingiunzione annullata dalla stessa Prefettura, prima ancora dell’udienza, così è cessata la materia del contendere. Pensavo fosse la parola fine». Nelle maglie della burocrazia però qualcosa si inceppa e la multa prosegue il suo cammino, finendo alla ditta incaricata della riscossione che, a gennaio 2026, notifica una cartella di quasi 600 euro, oltre tre volte la multa iniziale.

«È tutto assurdo e temo che tra quattro anni la vicenda non si chiuderà; aggiungo anche la lite temeraria tra i motivi del ricorso», dice il multato.

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