Consiglio Regionale del Piemonte

Sette giorni dal 20 luglio

• Redazione CRP

Martedì 21 luglio, dalle 14.30 alle 19, il presidente Davide Nicco ha convocato il Consiglio regionale, con Sindacato ispettivo e Question Time alle 13.30. All’ordine del giorno il proseguimento del Disegno di legge 136 “Disciplina per l'individuazione di ulteriori aree idonee all'installazione di impianti da fonti rinnovabili” e le proposte di deliberazione 168, sull’aggiornamento del Piano regionale di qualità dell’aria e 152, sulla combustione all’aperto dei residui vegetali.

Proseguono i lavori delle Commissioni.

Lunedì 20

9.30, Sala Viglione, seminario “La prevenzione di frodi e abusi per una corretta gestione della sanità regionale”, organizzato dalla Commissione Legalità, presidente Domenico Rossi.

15 quarta, presidente Luigi Icardi, informativa della Giunta regionale sulle recenti indicazioni operative delle Asl.

Martedì 21

13.30 Interrogazioni e Question Time

Dalle 14.30 alle 19 Consiglio regionale.

Mercoledì 22

10 e 14.30 prima, presidente Roberto Ravello, esame dei disegni di legge 139 “Rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2025” e 145 “Assestamento del bilancio di previsione finanziario 2026-2028 e disposizioni finanziarie”.

12.30 Conferenza dei capigruppo.

Giovedì 23

10 e 14.30 prima, esame dei Ddl 139 e 145 e della proposta di deliberazione sull’Assestamento del bilancio 2026-2028 del Consiglio regionale.

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Rinnovabili, qualità dell’aria e legalità: i principali provvedimenti della settimana in Consiglio regionale

• Redazione CRP

La settimana in Consiglio regionale è stata caratterizzata dalla conclusione in Aula dell’esame del Ddl 136, “Disciplina per l'individuazione di ulteriori aree idonee all'installazione di impianti da fonti rinnovabili”, presentato dall’assessore all’Ambiente. Il provvedimento definisce i criteri per l’individuazione delle aree idonee alla realizzazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili. La votazione finale è prevista nella prossima seduta del Consiglio.

Sempre sul fronte ambientale, la Commissione competente ha licenziato due proposte di deliberazione: l’aggiornamento del Piano regionale per la qualità dell’aria e l’avvio di una sperimentazione sulla disciplina degli abbruciamenti dei residui vegetali. Per quanto riguarda il nuovo Piano, il Piemonte evita il previsto blocco della circolazione dei veicoli diesel Euro 5, inizialmente programmato per ottobre 2026, sostituendolo con un pacchetto di misure considerate equivalenti in termini di riduzione delle emissioni. La seconda proposta introduce una fase sperimentale finalizzata a valutare una possibile rimodulazione delle limitazioni agli abbruciamenti di sfalci e potature. Eventuali deroghe saranno consentite esclusivamente al verificarsi di specifiche condizioni meteorologiche individuate dai bollettini previsionali di Arpa Piemonte.

La Commissione congiunta Bilancio e Cultura ha effettuato un sopralluogo al Borgo Castello, all’interno del Parco La Mandria, per verificare lo stato di avanzamento degli interventi di conservazione e valorizzazione realizzati dalla Regione Piemonte e di quelli attualmente in corso.

L’Ufficio di Presidenza ha presentato agli organi di informazione un ordine del giorno volto a promuovere la diffusione del neologismo “Atèfano”, termine che indica letteralmente «colui che è privato del proprio figlio» o, per analogia linguistica, «orfano di figlio».

Infine, la Commissione Legalità ha approvato la relazione sullo sfruttamento lavorativo, con particolare riferimento al settore agricolo. Il documento, condiviso da tutti i gruppi consiliari, approderà ora in Aula per la votazione finale.

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Atèfano, il neologismo per il genitore che ha perso un figlio. Presentato un ordine del giorno per sostenere la diffusione del termine nato per colmare un vuoto linguistico

• Redazione CRP

Come si definisce un genitore che ha perso un figlio? Fino a oggi la lingua italiana non disponeva di una parola specifica per identificare questa condizione. Per colmare questo vuoto linguistico e sociale nasce Atèfano, neologismo che significa letteralmente "colui che è privato del proprio figlio", una sorta di genitore orfano del proprio figlio.

L'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale ha presentato un ordine del giorno per promuoverne la diffusione, raccogliendo l'esperienza avviata dalla Regione Liguria che, su proposta dell'associazione "Rachele Franchelli - Uno Sguardo Senza Confini APS", ha già approvato un analogo atto istituzionale.

L'obiettivo è riconoscere e rendere visibile una realtà che accomuna migliaia di famiglie e che, a differenza della vedovanza o dell'orfanezza, non ha mai trovato una precisa definizione linguistica.

Abbiamo voluto dare attenzione ad una categoria colpita da uno dei più grandi dolori che si possano immaginare - ha detto il presidente del Consiglio, Davide Nicco - con un atto concreto che riconosce e dà un nome a quel dolore”.

“Dopo la Liguria, anche l’Assemblea piemontese voterà nelle prossime sedute un atto di indirizzo per diffondere questo neologismo - ha spiegato il vicepresidente del Consiglio Francesco Graglia e primo firmatario dell’Odg - che è stato condiviso da tutte le forze politiche, con l’auspicio che sempre più istituzioni facciano propria questa sensibilità. Dare un nome alle persone che hanno vissuto questo evento traumatico significa renderle visibili, con l’obiettivo finale di garantire loro delle tutele”.

“Sostenere questa iniziativa - ha sottolineato il vicepresidente Domenico Ravetti - significa fare il nostro dovere, che non è solo quello di essere legislatori, ma anche di affrontare temi che servono a metterci in relazione con il mondo che ci circonda”.  

Il termine nasce dalla storia di Rachele Franchelli, scomparsa nel 2024 all'età di 16 anni a causa di un tumore cerebrale, e dall'impegno della sua famiglia.

La madre e il fratello di Rachele, Silvia Ravera e Gastone Franchelli, hanno evidenziato come "dare un nome a questo dolore significhi riconoscerlo e aiutare la comunità a sostenere chi lo vive. Nella ricerca linguistica che abbiamo portato avanti sono stati di grande supporto i contributi di docenti universitari e dell’Accademia della Crusca, che potrà valutare l'inserimento ufficiale del termine nel vocabolario della lingua italiana se si diffonderà nell’uso comune".

Anche Franco Zanet, padre di un ragazzo scomparso nel 2016, ha espresso il proprio sostegno all'iniziativa.

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