Ridateci il casello di Roddi

Tutte le (auto)strade portano a Roma, si dice. Questa volta per davvero. L’11 marzo una nutrita (e agguerrita) delegazione di amministratori albesi e cuneesi, in rappresentanza dei territori toccati dalla nascente Asti- Cuneo, incontrerà l’Anas e la società concessionaria per fare il punto sui lotti albesi.

In particolare si parlerà del lotto 2.6 tra Roddi e Cherasco e della relativa procedura di valutazione d’impatto ambientale, ma «non è pensabile separare il lotto 2.6 dal 2.5 Vaccheria-Roddi», spiega il sindaco albese Maurizio Marello, il quale si siederà al tavolo accompagnato dall’assessore ai lavori pubblici Paolo Minuto e forte delle 23 pagine di delibera su “osservazioni e pronuncia di compatibilità ambientale” approvata all’unanimità dal Consiglio comunale di Alba il 15 giugno 2010.

Autostrada: verso dove?

«Avanzeremo la proposta di ripristinare un casello a Cantina di Roddi, indispensabile per il traffico da e verso Alba e, soprattutto, per il traffico della zona del Barolo », dettaglia Marello, a cui potrebbero venire in aiuto i chirotteri.

Nel corso dell’analisi dell’impatto ambientale è stato fatto rilevare che la zona in cui dovrebbe sorgere il casello di Verduno è protetta per la presenza di una colonia di pipistrelli, che ha già imposto alcuni vincoli urbanistici nella vicina zona industriale di Santa Vittoria.

«Se il casello di Verduno va spostato, occorre farlo verso Alba e la soluzione più agevole, che era già prevista in passato, è farlo a Cantina di Roddi », dice Marello.

Ai progettisti verrà anche chiesto di non essere miopi nei confronti dell’ipotesi di tangenziale Ovest di Alba. L’autostrada, in pratica, dovrebbe prevedere e anticipare l’ipotizzata galleria sotto Santa Rosalia per collegare Moretta e San Cassiano e, oltrettutto, prolungando verso Alba la provinciale che arriva da Pollenzo risparmierebbe all’autostrada almeno un sovrappasso.

Alba punterà i piedi, poi, su due punti imprescindibili. «La tangenziale va adeguata, per assorbire l’aumento di traffico determinato dalla presenza autostradale e il tratto autostradale tra Castagnito e Verduno dev’essere senza pedaggio per garantire un collegamento veloce e sicuro del territorio al suo nuovo ospedale », aggiunge Marello. Accettare un allargamento e un ammodernamento della tangenziale e il suo collegamento ai due tronconi di autostrada (da Asti a Guarene, già realizzato, e da Roddi a Marene in fase di approvazione con il lotto 2.6) non è la tacita accettazione del fatto che il lotto 2.5 non verrà mai costruito? «Ci batteremo, perché gli obblighi assunti dall’Anas e dai concessionari nel corso degli anni vengano rispettati», ribatte Marello, «e siamo sicuri che l’utilizzo della tangenziale dev’essere solo provvisorio, perché non avere un’autostrada completa da Asti e Cuneo e anche oltre verso la Francia, sarebbe un danno, per il territorio e soprattutto per la concessionaria».

Non di sola autostrada si parlerà a Roma; Marello solleciterà l’Anas a firmare l’accordo per i lavori sulla statale 231 da effettuare con fondi dell’autostrada, come concordato con Comuni e Provincia: «Alba è particolarmente interessata a quell’accordo, perché ci aspettiamo che venga realizzata la bretella di collegamento tra tangenziale e corso Asti in zona Mogliasso i cui lavori, stando agli annunci, dovevano già essere iniziati».

Per coordinare meglio gli sforzi Marello ha poi indetto un incontro, per sabato 5 marzo, di tutti gli interessati all’Asti-Cuneo perché «la persistenza incertezza e l’affollarsi di voci che, anziché chiarire la situazione, portano ulteriore confusione, rendono necessario un franco confronto», si legge nell’invito recapitato a Comuni vicini, istituzioni e mondo produttivo.

Giulio Segino

Banner Gazzetta d'Alba