Si aprono nuove speranze per il Tribunale di Alba

Tribunale di Alba (foto Marcato)

UDIENZA Si ravvivano le speranze albesi di salvare il Palazzo di giustizia di piazza Medford, destinato a essere assorbito dal Tribunale di Asti. La Corte costituzionale, infatti, ha fissato al 2 e 3 luglio l’esame dei due ricorsi presentati dal Tribunale di Pinerolo e ha anticipato al 2 luglio l’udienza originariamente prevista all’8 ottobre per il ricorso del Friuli- Venezia Giulia contro la riforma della geografia giudiziaria. Un’anticipazione determinata dal fatto che la data entro la quale è prevista l’entrata in vigore della riforma è quella del 13 settembre.

Al momento nel calendario della Corte costituzionale non è stata fissata una data in cui trattare del ricorso da 24 dipendenti del Palazzo di giustizia albese che hanno impugnato dinnanzi al giudice del lavoro gli “interpelli” ricevuti dalla Corte d’appello di Torino. Tuttavia, come spiega il presidente dell’Ordine degli avvocati di Alba Giancarlo Bongioanni, «qualora la Corte si pronunciasse contro la riforma, la sentenza avrebbe efficacia per tutto il Paese. Se invece respingesse i ricorsi trattati e più avanti le venissero sottoposte nuove questioni di legittimità costituzionale, inerenti a profili diversi, la Corte procederà a un nuovo esame».

«È inutile anticipare il pensiero della Corte», aggiunge l’avv. Bongioanni, «ma il fatto che questa abbia deciso di anticipare la decisione lascia intendere che qualche problema i giudici se lo pongono». «L’anticipazione della decisione a luglio», commenta l’avvocato Roberto Ponzio, che insieme ai colleghi Vittorio Barosio e Giorgio Sobrino assiste i dipendenti albesi, «è significativa ed evita, nell’auspicata ipotesi di accoglimento, gli oneri di ripristino della situazione preesistente. Chiederemo la riunione di tutti i giudizi pendenti davanti alla Corte per un esame congiunto».

Nel contempo procede un’altra iniziativa giudiziaria a tutela del Tribunale albese, ovvero il ricorso presentato al Tar da altri dipendenti, Comune, Aca e Ordine degli avvocati, che sarà esaminato l’11 luglio. La partita si gioca poi anche sul piano politico, dove recentemente quattro senatori del Pd – la cuneese Patrizia Manassero, Rosanna Filippin, Giorgio Santini e Magda Zanoni – hanno presentato un disegno di legge per chiedere il salvataggio di 7 tribunali soppressi, tra cui quello di Alba.

Roberto Buffa

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